Soffri di stanchezza “decisionale”? Ecco come evitarla

La nostra energia mentale è limitata. Se la nostra mente è un muscolo (si veda la teoria dello psicologo Roy Baumeister) dobbiamo essere consci di avere un serbatoio limitato di energia mentale, che, durante la giornata di lavoro, continuando ad usarla, si esaurisce.

L’energia mentale è, ad esempio, quella che ci consente di operare un buon autocontrollo sulle nostre azioni. All’inizio della giornata ci riusciamo meglio perché siamo più freschi, ma, man mano che passa il tempo, cominciamo a perdere colpi. Ma, non è solo questo. Gli scienziati hanno scoperto che anche prendere delle decisioni ci logora e rischia di farci essere meno lucidi a fine giornata.

Anche giudici e medici costretti a troppe decisioni ogni giorno o le rimandano o rischiano di sbagliare di più

Chi più dei giudici dovrebbe prendere decisioni in modo imparziale? Eppure, una ricerca ha mostrato che le sentenze dei giudici sono fortemente influenzate dal numero di decisioni prese in precedenza. Ad esempio, se i giudici concedono ai detenuti la libertà condizionale nel 65% dei casi all’inizio della giornata, alla fine della giornata la percentuale scende vicino allo 0%.

I giudici, insomma, subiscono una sindrome chiamata “stanchezza decisionale”. In altri termini, i giudici stancandosi mentalmente, come capita a tutte le persone di questo mondo, dispongono di minor energia mentale per pensare criticamente, e sono “costretti” a optare per la scelta più semplice o meno impegnativa.

I giudici non sono gli unici professionisti che hanno il compito di pensare in modo critico per prendere le decisioni più corrette e soffrono di stanchezza decisionale. Uno studio recente ha scoperto che i medici commettono molti più errori di prescrizione man mano che la giornata di lavoro procede. Il motivo è il progressivo affaticamento.

Indubbiamente, il fenomeno è preoccupante considerato il lavoro “delicato” dei giudici e dei medici, tuttavia, anche le decisioni apparentemente banali che prendiamo ogni giorno ci esauriscono.

Anche decisioni banali bruciano energia mentale

C’è chi ha svolto degli esperimenti confrontando il comportamento di persone costrette a fare scelte multiple tra una vasta gamma di beni di consumo (ad esempio, il colore della maglietta, il tipo di candela profumata, il marchio di shampoo, il tipo di caramella, ecc.) e altre a cui veniva presentata una sola opzione. Ebbene, le prime dopo questi test avrebbe mostrato maggiori difficoltà a svolgere le normali attività della propria vita quotidiana, spesso cercando di procrastinarle.

Gli studiosi hanno concluso che, anche quando si tratta di scelte molto semplici, “prendere delle decisioni lascia le persone in uno stato di impoverimento psicologico, che compromette le loro attività future.

Esagerato? Non proprio. Ogni volta che prendiamo una decisione deliberata, per quanto irrilevante possa sembrare, il nostro cervello è costretto a elaborare scenari diversi nel valutare tutte le opzioni. Man mano che le decisioni che prendiamo si sommano, aumenta anche la quantità di elaborazione richiesta dal nostro cervello. Proprio come qualsiasi altro muscolo, il nostro muscolo mentale si stanca.

Quindi, oltre ad affaticarci nel corso di una giornata, prendere decisioni, anche di modesta importanza, interrompe il nostro normale flusso di pensieri. I nostri cervelli devono abbandonare qualunque cosa stessero in quel momento elaborando, magari solo per valutare quale tipo di maglietta sia più opportuno indossare.

Tutto ciò non significa che dobbiamo vivere col pilota automatico senza prendere alcuna decisione. Al contrario, significa che dobbiamo renderci conto che abbiamo un’energia mentale limitata e, se possibile, dobbiamo utilizzarla nel modo migliore e per le cose più importanti.

Diventare “minimalisti” per lavorare in modo “massimalista”

Bisogna diventare perciò dei “minimalisti”, in modo da poter diventare “massimalisti”, cioè esprimere il massimo nel nostro lavoro.

La chiave per essere un minimalista è eliminare qualsiasi scelta che non sia fondamentale per il proprio lavoro. Se le decisioni meno importanti per la nostra vita diventano automatiche, routinarie, si evita l’impegno di dover compiere per esse una consapevole deliberazione e, quindi, non si mette in movimento alcuna attività cerebrale ad esse associata.

Se non devi scegliere come vestirti, ma indossi sempre la stessa maglietta (la cambi solo per ragioni igieniche) risparmi energia mentale che puoi utilizzare per altre decisioni che valuti ben più importanti.

Siete autorizzati ad avere qualche perplessità e a fare sorrisetti ironici. Ma l’aneddoto sotto riportato è comunque vero!

L’aneddoto su Zuckerberg

Alla fine del 2014, nella prima sessione pubblica di domande e risposte di Zuckerberg, la domanda che ha suscitato maggiore attenzione è stata: “Perché indossi la stessa maglietta ogni giorno?

Voglio… prendere il minor numero possibile di decisioni su qualsiasi cosa, tranne come servire al meglio questa comunità“, ha risposto Zuckerberg, chiarendo comunque che aveva “più magliette uguali“. “Sono in questa posizione davvero fortunata, dove posso svegliarmi ogni giorno e aiutare più di un miliardo di persone. E mi sentirei come se non stessi facendo il mio lavoro, se spendessi parte della mia energia, della mia vita, in cose sciocche o frivole“.

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