La disinformazione corre sul web

L’Oxford Internet Institute ha in corso ormai da tre anni un progetto (The Computational Propaganda Project o COMPROP) che ha lo scopo di verificare come si stia sviluppando la manipolazione dell’opinione pubblica, attraverso i social media, da parte di governi, partiti politici e istituzioni.

La ricerca, attraverso esperti che si occupano di analisi di sociologia organizzativa, interazione uomo-computer, scienze dell’informazione, scienze politiche, monitora i casi in cui vengono amplificati, soffocati o deformati determinati contenuti politici, in cui si compie una vera e propria azione di disinformazione, favorendo idee razziste o ostili, veicolando fake news, ecc.

Tutti questi fenomeni risultano in continua crescita.

Sono state portate alla luce nel 2019 prove di campagne organizzate da social media in ben 70 paesi, in crescita rispetto all’anno 2018 (48) e al 2017 (28). Almeno un partito politico o un’agenzia governativa in ogni Paese utilizza i social media per manipolare l’opinione pubblica.

Nei regimi autoritari (26 Paesi), il controllo delle informazioni avviene in tre modi:

  1. Sopprimere i diritti umani fondamentali
  2. Screditare gli oppositori politici
  3. Eliminare le opinioni dei dissidenti

Molti Paesi (in particolare Cina, India, Iran, Pakistan, Russia, Arabia Saudita e Venezuela) usano questi sistemi (Facebook e Twitter, sono quelle più utilizzate, anche se si utilizzano anche altre piattaforme di social network) per influenzare cittadini di altri Paesi.

La Cina, in particolare, sembra ricorrere ad un uso particolarmente aggressivo di questi sistemi (nel caso della crisi di Hong Kong, ad esempio, che ha portato alle recenti reazioni di protesta da parte dell’opinione pubblica).

Nel nostro Paese, c’è stato un disegno di legge per la trasparenza sul web (2688/2017) e si è dato il via a un programma sperimentale rivolto agli studenti per favorire il riconoscimento delle notizie false.

Secondo una ricerca dell’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa il 65% delle persone in Italia non è in grado di riconoscere le notizie false.

Consigliamo la visita al sito del COMPROP e, in particolare, la visione del video intitolato Is Social Media Killing Democracy?

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