Fidarsi e sfidare: la chiave efficace di un vero leader

Abbiamo avuto tutti dei leader che ci hanno guidato e ai quali abbiamo dovuto rispondere. Molti di loro ci sono stati vicini, hanno seguito le nostre scelte, ci hanno consigliato, ci hanno fornito indicazioni fino a che non siamo stati capaci di procedere sulle nostre gambe. Se vogliamo, più che leader sono stati dei validissimi coach ai quali dobbiamo molto. E’ doveroso riconoscerlo. Molto ma non tutto.

I veri leader, se abbiamo avuto la fortuna di incontrarli, ci hanno lasciato delle esperienze in più, davvero memorabili, e ci hanno fatto fare un salto di qualità che altri non ci hanno permesso di fare. E lo hanno fatto, lavorando su questi tre aspetti principalmente.

  1. Ci hanno messo davanti a delle sfide da affrontare. Sfide non facili, sfide spesso complesse. Apparentemente superiori alle nostre forze.
  2. Ci hanno lasciato liberi di agire, affidandoci un potere superiore a quello di cui in quel momento disponevamo.
  3. Hanno saputo ricompensarci – non solo finanziariamente – ma apprezzando e riconoscendo i nostri sforzi, il nostro impegno, quando abbiamo dimostrato di essere all’altezza del compito affidato.

La chiave di tutto è semplice. Il vero leader deve essere in grado di permettere ai propri collaboratori di affrontare delle sfide. Anche se possono apparire più grandi di loro. E’ ovvio che c’è un rischio da correre. Un rischio che coinvolge entrambe le parti.

Ma, un leader che ha il coraggio di comportarsi in questo modo, mostra non con le parole ma con i fatti di nutrire grande fiducia nei confronti dei propri collaboratori e, contemporaneamente, svolge un’azione motivazionale ed educativa che può rivelarsi essenziale per la loro crescita professionale.

Cosa c’è di meglio che sapere che il leader che ti guida si fida di te? Quando ci viene concessa una fiducia del genere, scatta al nostro interno un meccanismo che attiva il nostro orgoglio, il nostro amor proprio, chiama a raccolta tutte le nostre forze, le nostre abilità e ci spinge a fare il possibile per non perdere quella fiducia che ci è stata accordata e che ci consente infine di mostrare di essere all’altezza del compito che ci è stato affidato. E questo anche se l’esito non sarà del tutto positivo.

Ma, non dimentichiamoci che questo è anche un modo per il leader di capire il valore delle persone. Perché chi rinuncerà a raccogliere tale sfida, probabilmente dimostrerà di non essere ancora all’altezza del compito.

Se l’esito sarà positivo, il leader però non dovrà lesinare elogi e ringraziamenti. Dovrà riconoscere in modo sincero l’impegno dimostrato, perché non è vero che le persone responsabili non abbiano bisogno di ricevere l’approvazione dagli altri. Siamo sempre tutti costantemente alla ricerca del consenso, che sia un sorriso, o una pacca sulle spalle. Non dimentichiamolo mai!

Quindi, scordiamoci per un po’ il leader che si limita a supervisionare e gestire i propri collaboratori, dando istruzioni, compiti, scadenze, ordini. Un leader vero deve mettere in condizione il proprio collaboratore di esprimere la parte migliore di se stesso e quindi di sapersi gestire in modo autonomo e responsabile anche di fronte a sfide importanti. Solo così infatti potranno nascere le seconde linee. Cioè i leader del futuro.

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