Sindrome dell’impostore: autoconfessione di un blogger

Impostore
Giù la maschera!

Ci sono dei momenti – questo è uno di quelli – in cui mi chiedo che cosa sto facendo con questo blog. In altri termini, magari per piccole esperienze negative o qualche strano retropensiero emergente, comincio a dubitare di me stesso, delle mie scelte, dei miei (pur piccoli) successi e della mia capacità (per quanto minima) di influenzare gli altri.

Mi chiedo: Chi mi credo di essere? Non sto forse imbrogliando, oltre me stesso, anche gli altri (pochi) che mi leggono? Chi gestisce blog simili al mio è molto più qualificato di me. Presto, ci si renderà conto dei miei reali limiti.

Ha senso tutto quello che faccio o, forse, è solo perdita di tempo? Chi voglio convincere con le mie idee un po’ troppo utopiche sull’uso del potere? Il mondo non cambierà di certo grazie al mio infimo contributo. Vale la pena continuare a scrivere, riflettere su questi concetti? E, soprattutto, sono io all’altezza di poterlo fare in piena onestà e coscienza?

Cari lettori, ebbene sì, sono caduto anch’io nella sindrome dell’impostore.

E’ un malessere psicologico, che sembra sia stato scoperto negli anni Settanta, ma molto frequente anche oggi.

Secondo una studiosa del fenomeno, Holly Hutchins, Università di Houston, ai cui scritti vi rimandiamo, la sindrome dell’impostore consisterebbe nel coltivare un insieme di pensieri e sensazioni di “falsità intellettuale”, accompagnata dall’“incapacità di interiorizzare i propri successi professionali”.

Quali sono le caratteristiche più comuni? Ne facciamo un sintetico elenco:

  • Attribuire il proprio successo a fattori esterni: tempismo perfetto, fortuna
  • Colpevolizzarsi eccessivamente dopo errori o fallimenti
  • Evitare situazioni in cui si possa essere valutati o giudicati
  • Lavorare sempre di più per mantenere le apparenze
  • Non prendersi il merito delle proprie realizzazioni
  • Non essere in grado di rilassarsi dopo che si è raggiunto un obiettivo
  • Coltivare continuamente la paura che qualcuno possa scoprire i nostri limiti

Ma chi soffre della sindrome dell’impostore è un impostore?

Nella maggioranza dei casi, no. Ma questo “modello psicologico” a lungo andare può essere paralizzante. Se cerchi dei difetti in quello che fai, li troverai senz’altro! Credere di vivere in una situazione un po’ falsa o ipocrita capita a tutti, ma se si riconosce il fenomeno è possibile uscirne. Io, ad esempio, ho cercato di farlo condividendo questa mia esperienza con voi. E vi invito a fare altrettanto con me o con i vostri amici.

Altri passi per liberarsi da questa fastidiosa sensazione sono:

  • Non smettere di imparare, concentrandosi sulla propria crescita professionale, invece di confrontarsi con gli altri
  • Stare lontano dal perfezionismo: nessuno è perfetto a questo mondo
  • Separare i sentimenti dai fatti: sentirsi incompetenti ed essere incompetenti sono due cose molto diverse

Qui c’è un test (in inglese) per provare se siete affetti da questa sindrome.  Ma non perdeteci troppo tempo…

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