Corsi di etica e codici etici. Intervista a Piercarlo Maggiolini (2)

Abbiamo rivolto alcune domande al prof. Piercarlo Maggiolini, docente al Politecnico di Milano presso il Dipartimento di Ingegneria Gestionale.

Se le cose stanno come abbiamo visto ieri, perché chiedersi se si può formare/insegnare l’etica?

Evidentemente perché qualcuno, come Carena, ha il dubbio che l’insegnamento dell’etica, almeno per come tradizionalmente è stato fatto, non sia servito a nulla, non abbia sostanzialmente cambiato le cose (anche se Carena stesso cita autori che dimostrano che la nostra epoca è probabilmente la meno violenta e più pacifica di sempre, anche se ciò non è ragionevolmente dovuto all’insegnamento dell’etica, quanto, proprio, al cambiamento dei valori – dei costumi e comportamenti di cui sopra – vissuti dalle nostre società).

Mi permetto un altro inciso: non sono così convinto che non ci sia mai stata così tanta formazione/insegnamento dell’etica (di cui sarebbero indizio anche i numerosi “strumenti etici”, come i codici etici e di condotta, in circolazione). In senso relativo, forse, ma in senso assoluto no di sicuro.

Corsi di etica e codici etici: per lo più disattesi

Faccio l’esempio del Politecnico di Milano. Ad Ingegneria, la realtà che meglio conosco, solo da non molti anni sono stati attivati tre o quattro corsi di etica, in senso lato, applicata alla tecnologia, al business, etc. e delle migliaia di studenti di ingegneria solo qualche decina all’anno hanno scelto questi corsi (anche se, a dir la verità, negli ultimi paio d’anni il “clima” e l’interesse paiono cambiati).

Quanto ai codici etici vari (spesso senza vere sanzioni), c’è davvero da chiedersi perché spesso siano rimasti lettera morta. Bisogna pur dire che anche tanti altri codici, che hanno addirittura forza di legge, sono non di rado disattesi. Si pensi al codice della strada, la “conoscenza” del quale è addirittura necessaria per prendere la patente (quanti incidenti stradali!), al codice della sicurezza sul lavoro (quanti incidenti sul lavoro!). Figuriamoci i codici etici di singole organizzazioni o associazioni professionali! Per dire, dal 2012 esiste un codice etico al Politecnico di Milano (così come in tutte le università italiane) ma quasi nessun studente o docente lo conosce, non solo al Politecnico ma anche nelle altre università che conosco.

Perché? Lo stesso caso Enron, citato da Carena come uno spartiacque nella formazione, e strumentazione, sull’etica del business, mostra come il suo (bel) codice etico (ancora reperibile su Internet) non servì a nulla se non come specchietto per le allodole!

Evidentemente c’è qualcosa che non va anche, anzi forse soprattutto, proprio nella formazione/insegnamento dell’etica. In effetti bisogna approfondire e allargare il concetto di formazione/insegnamento per arrivare a parlare soprattutto di educazione.

Leggi la 1° parte dell’intervista
Leggi la 3° parte dell’intervista
Leggi la 4° parte dell’intervista

3 risposte a "Corsi di etica e codici etici. Intervista a Piercarlo Maggiolini (2)"

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