Lettera a un bambino nato oggi: per avere successo nel 2050

Dedicato ai miei nipoti, Riccardo e Ginevra, che nel 2050 avranno 38 e 34 anni.

L’umanità sta affrontando rivoluzioni senza precedenti. Tutte le convinzioni del passato vengono pian piano messe in discussione e non ci sembra che stiano emergendo nuove idee in grado di sostituirle. Come possiamo prepararci – ma soprattutto preparare i nostri figli e i nostri nipoti – a un mondo di trasformazioni senza precedenti ma anche a periodi di grandi incertezze?

Un bambino nato oggi avrà trent’anni nel 2050. Se tutto andrà bene, quel bambino sarà ancora vivo nel 2100 e potrebbe anche essere un cittadino attivo del XXII secolo. Cosa dovremmo insegnare a quel bambino che possa aiutarlo a sopravvivere e prosperare nel mondo del 2050 o del Ventiduesimo secolo? Di quali competenze avrà bisogno per trovare un lavoro, ma anche solo per capire cosa sta accadendo intorno a lui e poter affrontare la vita con una bussola che lo sappia indirizzare nel modo giusto?

Dal momento che nessuno sa come sarà il mondo nel 2050 – per non parlare del 2100 – purtroppo non conosciamo la risposta a queste domande. Certamente, gli umani non sono mai stati in grado di predire il futuro con precisione. Ma oggi è decisamente più difficile, perché la rapidissima evoluzione tecnologica è in grado di intervenire a modificare le nostre abitudini, le nostre idee, ma anche i nostri corpi, i nostri cervelli tanto da stravolgere la nostra vita che pensavamo dovesse essere immutabile nel tempo. E questo ci disorienta.

Cosa fare per stare al passo con il mondo del 2050?

Cara/o bambina/o nata/o oggi,

probabilmente dovrai continuamente reinventarti. Il tuo lavoro, la tua vita, la tua idea del mondo. Sempre e senza stancarti mai.

Attualmente, le scuole si concentrano ancora sulla diffusione delle informazioni. In passato, questo poteva avere senso, perché le informazioni erano scarse e non disponibili alla massa, anche perché spesso si preferiva tenerle nascoste, censurarle.

Al contrario, nel Ventunesimo secolo, siamo inondati di enormi quantità di informazioni e la censura non funziona più. Piuttosto, vige il meccanismo contrario, cioè diffondere disinformazione o fare quella che si chiama “distrazione di massa”.

In un mondo del genere, le persone hanno bisogno della capacità di dare un senso alle informazioni, di distinguere tra ciò che è importante e ciò che lo è meno e, soprattutto, combinare molte informazioni in un quadro generale del mondo.

Quindi, cosa dovranno insegnare i docenti del futuro?

Molti pedagoghi sostengono che le scuole dovrebbero passare all’insegnamento delle “quattro C”: pensiero critico, comunicazione, collaborazione e creatività. Più in generale, le scuole dovrebbero minimizzare le abilità tecniche e cercare di dare spazio alle capacità di affrontare la vita, le cosiddette soft skills. La più importante di tutte sarà la capacità di affrontare il cambiamento, imparare cose nuove e preservare il proprio equilibrio mentale in situazioni sempre meno prevedibili.

Nessuno può prevedere i cambiamenti specifici che vedremo in futuro. Qualunque scenario particolare è probabile che sia lontano dalla verità. Se qualcuno descrive il mondo della metà del XXI secolo e sembra fantascienza, probabilmente sta sbagliando. Ma, al contrario, se qualcun’altro descrive il mondo della metà del XXI secolo e non sembra fantascienza, sbaglierà anche lui.

Entro la metà del XXI secolo, accelerare i cambiamenti e prolungare la durata della vita renderà obsoleto il modello tradizionale. La vita è destinata a subire molti cambiamenti, e ci sarà sempre meno continuità tra i diversi periodi dell’esistenza. “Chi sono io?” : sarà la domanda più urgente e complicata che mai alla quale rispondere.

Questo probabilmente implicherà grandi livelli di stress, seppure sappiamo che una delle caratteristiche del genere umano è quella dell’adattamento. Il cambiamento è quasi sempre stressante e dopo una certa età la maggior parte delle persone non lo fa volentieri. Quando hai 15 anni, tutta la tua vita sta trasformandosi. Il tuo corpo sta crescendo, la tua mente si sta sviluppando, le tue relazioni si stanno approfondendo. Tutto è in evoluzione e tutto è nuovo. Sei impegnato a inventarti. La maggior parte degli adolescenti trova questo periodo spaventoso, ma allo stesso tempo anche eccitante. Nuove prospettive si aprono davanti al giovane che ha un intero mondo da conquistare.

Flessibilità e resilienza: devi possederle per affrontare il mondo

Per sopravvivere e prosperare in un mondo del genere, però avrai bisogno di molta flessibilità mentale e grandi riserve di equilibrio emotivo. Dovrai abbandonare ripetutamente alcune delle cose che conosci meglio e imparare a sentirti a tuo agio con l’ignoto. Sfortunatamente, insegnare ai bambini ad abbracciare l’ignoto mantenendo il loro equilibrio mentale è molto più difficile che insegnare loro un’equazione in fisica o un episodio di storia passata.

Non puoi imparare la resilienza leggendo un libro o ascoltando una lezione. Gli stessi insegnanti, peraltro, mancano della flessibilità mentale richiesta dal nuovo secolo poiché essi stessi sono il prodotto di un vecchio sistema educativo.

Attento alla tecnologia!

Quindi su cosa puoi contare invece? Forse sulla tecnologia? Questa è una scommessa ancora più rischiosa. La tecnologia può aiutarti molto, ma se la tecnologia acquista troppo potere sulla tua vita, potresti diventarne ostaggio.

La tecnologia è importante. Se sai cosa vuoi nella vita, la tecnologia può aiutarti a ottenerlo. Ma se non sai cosa vuoi nella vita, sarà fin troppo facile per la tecnologia modellare i tuoi obiettivi e prendere, addirittura, il controllo della tua vita. Soprattutto quando la tecnologia è studiata per migliorare la comprensione degli esseri umani, potresti trovarti sempre più a servirla, invece di servirtene.

Con il miglioramento della biotecnologia e dell’apprendimento automatico, diventerà più facile manipolare le emozioni e i desideri più profondi delle persone e diventerà più pericoloso che mai seguire il tuo cuore.

Per riuscire in un compito così arduo, dovrai lavorare molto duramente per conoscere meglio te stesso – per sapere cosa sei e cosa vuoi dalla vita. Questo è, naturalmente, il consiglio più antico del mondo. Per migliaia di anni, filosofi e profeti hanno esortato le persone a conoscersi. E questo, forse, resta il consiglio migliore che potremmo darti.

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