Possibile che il fascino del potere attiri solo persone “pericolose”?

Edoardo Bennato

In una canzone di Edoardo BennatoGiro, Girotondo”, si dice, tra l’altro, “Tutti sulla stessa barca, tutti della stessa razza ma i cattivi sfortunatamente sempre ai posti di comando”. Saranno solo “canzonette” ma in queste parole c’è una grande verità.

Andrew M. Lobaczewski, sociologo polacco, prima sotto la dittatura nazista poi sotto quella sovietica, ha dedicato la sua vita allo studio della tendenza dell’uomo a fare del male, un campo che chiamò “ponerologia”, sviluppando poi il concetto di “patocrazia”, l’aspetto degenerativo del potere.

In altri termini, lo studioso ha voluto capire perché le persone “cattive” sembrano prosperare, mentre così tante persone buone e morali lottano per avere successo. Voleva anche rendersi conto del perché quelli che mostrano disturbi psicologici raggiungono più facilmente posizioni di potere, fino a prendere il controllo dei governi dei Paesi.

La patocrazia è senza dubbio uno dei maggiori problemi nella storia dell’uomo, come ha sottolineato anche lo storico Arnold Toynbee.

Qual è il punto della sua riflessione?

Il problema non è tanto che gli esseri umani siano più o meno cattivi, quanto cercare di capire perché una piccola minoranza – cioè quelli che manifestano maggiori disturbi della personalità, sono egocentrici e privi di empatia – abbia quasi sempre detenuto il potere e, quello che è peggio, sia riuscita a obbligare o influenzare la maggioranza degli altri a seguirli, spingendoli a commettere errori o, peggio, atrocità.

Il filosofo Theodor Adorno, in particolare, si è soffermato sull’argomento, nelle «Osservazioni sulla personalità autoritaria», che non furono pubblicate nella prima edizione ma oggi sono disponibili nel volume, uscito recentemente, intitolato Bemerkungen zu The Authoritarian Personality und weitere Texte, a cura di Eva-Maria Ziege, Berlin, Suhrkamp 2019, al quale vi rimandiamo.

Egli sottolinea come il carattere autoritario – potenzialmente pericoloso per qualsiasi istituzione – rappresenti un’unità strutturale esplosiva e possa essere interpretato come espressione di una nuova costituzione antropologica dell’uomo nella società tardo-capitalistica.

Peggio gli psicopatici che i narcisisti

In sintesi, una piccola minoranza di persone soffre di disturbi della personalità come narcisismo e psicopatia. Le persone con questi disturbi provano un’insaziabile brama di potere. Le persone con disturbo narcisistico della personalità desiderano costante attenzione e affermazione. Sentono di essere superiori agli altri e ritengono di avere il diritto di dominarli. Mancano anche di empatia, il che significa che sono in grado di sfruttare e abusare degli altri nella loro brama di potere.

Gli psicopatici provano un senso di superiorità molto simile a quello dei narcisisti e una quasi totale mancanza di empatia, ma la principale differenza tra loro e i narcisisti è che non provano lo stesso impulso per l’attenzione e l’adorazione. In una certa misura, l’impulso ad essere adorato funge da sistema di controllo sul comportamento dei narcisisti. Sono riluttanti a fare qualsiasi cosa che possa renderli troppo impopolari. Gli psicopatici, invece, non hanno simili scrupoli.

E le persone normali?

All’altra estremità della scala, le persone con un alto livello di empatia e compassione di solito non sono interessate al potere. Preferiscono restare nel gruppo, interagendo e connettendosi con gli altri. Possono persino rifiutare l’offerta di una posizione di alto livello perché sono consapevoli che un livello più elevato potrebbe far loro perdere il contatto con chi gli è intorno (mentre per una persona non empatica, questo fa parte addirittura del suo obiettivo primario). Quindi, questo comportamento lascia posizioni di potere aperte per le persone con disturbi psicologici (o almeno con un alto livello di ambizione e spietatezza, anche se non sempre con un reale disordine psicologico).

Attrazione verso i demagoghi/guru

Una parte significativa del problema sta anche nell’attrazione che molte persone provano per i demagoghi carismatici. Psicologicamente, questo è molto simile all’attrazione dei guru spirituali, che spesso attraggono la cieca devozione dei discepoli, nonostante il loro comportamento non etico e di sfruttamento. L’attrazione di guru e demagoghi è un impulso profondamente radicato a ritornare allo stato infantile, cioè quello di adorare i genitori che sembrano onnipotenti e infallibili e che potrebbero assumersi la completa responsabilità della nostra vita e, quindi, in grado di risolvere magicamente tutti i nostri problemi. Allo stesso tempo, la paranoia dei leader patologici li porta a demonizzare altri gruppi e crea un senso inebriante di identità di gruppo con uno scopo comune e una chiusura pericolosa.

Come difendersi?

Abbiamo bisogno di misure rigorose per limitare il raggiungimento del potere a persone con le caratteristiche negative che abbiamo visto. In parole povere, il tipo di persone che desiderano maggiormente il potere – di solito, senza scrupoli e per nulla empatiche – non dovrebbe essere autorizzato a raggiungere posizioni di autorità. Tutti i potenziali leader (o membri di un governo) dovrebbero essere rigorosamente valutati dagli psicologi (o dai responsabili delle HR per le imprese) per determinare i loro livelli di empatia, narcisismo o psicopatia, e quindi determinare la loro idoneità al potere.

Qualcuno potrà sorridere, visto che certe caratteristiche che prevalgono nella scelta dei vertici aziendali (ambizione, grinta, intraprendenza) sono proprio quelle che possono nascondere le predisposizioni caratteriali, per certi aspetti, più ”pericolose”.

Nel frattempo, potremmo almeno preservare e rafforzare le nostre istituzioni (comprese le aziende), per garantire che la grande massa di persone venga il più possibile protetta da una minoranza di psicopatici e narcisisti con un’insaziabile brama di potere. Anche se, al momento attuale, appare un’impresa piuttosto difficile.

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