I leader e i manager ascoltano i propri collaboratori?

Secondo PwC Pulse, la più grande preoccupazione dei manager di azienda è imbattersi in un periodo difficile, in una situazione imprevedibile che provochi un rallentamento, o peggio, ostacoli il normale flusso del business. E questo anche se l’impresa sta macinando profitti ed è in un momento di crescita.

La paura nasce per la presenza all’orizzonte di nuovi concorrenti, agguerriti e agili, e per l’avvento di nuove tecnologie che, una volta applicate, possono creare trasformazioni imprevedibili. Preoccupazione condivisibile perché abbiamo tanti esempi di imprese che nel giro di breve tempo hanno subito tracolli tali da espellerle dal mercato e altrettanti di aziende che, partendo dal nulla, hanno in breve raggiunto posizioni apicali, oscurando colossi che sembravano irraggiungibili.

Come prepararsi a questa evenienza? Come difendersi dalla concorrenza che fa ricorso sempre di più alla tecnologia per offrire prodotti e servizi in modo efficace, rapido ed economico?

L’unico sistema è che le organizzazioni si mantengano in perpetua evoluzione, cioè che non perdano mai di vista il mercato e siano aperte ad accogliere sul nascere le idee innovative.

Affidarsi ai collaboratori

Difficile ma non impossibile, perché la soluzione si trova già all’interno dell’organizzazione, anche se molti, a livello dirigenziale, non se ne rendono conto. La soluzione sono gli stessi collaboratori che vi lavorano, i quali, essendo quotidianamente a contatto con i sistemi di business, hanno il polso del mercato e probabilmente potrebbero suggerire idee buone per incrementare gli affari.

Il problema, però, è che troppo spesso questi stessi soggetti non collaborano, preferiscono non esprimere le loro idee, per una serie di motivi: hanno paura di sfidare lo status quo o sono talmente rassegnati che credono sia persino inutile provarci.

Riportiamo un dato significativo dal rapporto 2017 dell’American Workplace di Gallup: solo 3 collaboratori su 10 concordano sul fatto che le loro opinioni in azienda contano e sono comunque apprezzate.

Due professori della Harward Business School, James R. Detert ed Ethan R. Burris sostengono che la maggior parte dei collaboratori si guarda bene dal mettere in discussione le iniziative prese dai manager o suggerire nuove idee, non solo per la paura di eventuali ritorsioni quanto perché considerano inutile il loro intervento, dal momento che sarà destinato a restare inascoltato.

Un’altra ricerca del MIT del 2018 conferma che quando un’azienda lancia una nuova tecnologia, la metà dei collaboratori dichiara di avere poco o nulla da dire in proposito.

Eppure una delle battute che si sente più spesso ripetere dai manager è: “La mia porta è sempre aperta!

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2 risposte a "I leader e i manager ascoltano i propri collaboratori?"

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