La leadership deve tenere conto delle diversità cognitive

La diversità tra persone è un problema che spesso viene sollevato in ambito aziendale, e non solo. C’è ormai da parte dei leader una sempre crescente sensibilità e un impegno serio a vincere i pregiudizi e a migliorare il processo di inclusione dei collaboratori, superando diversi fattori come la razza, il genere, l’età, la religione, ecc.

Minore attenzione, però, sembra essere riservata alle differenze cognitive tra le persone, che vanno ben oltre le diverse esperienze formative dalle quali esse provengono, e che piuttosto riguardano i diversi approcci alla conoscenza (percezione, attenzione, memoria, linguaggio) e all’elaborazione delle informazioni.

E’ evidente che le differenze cognitive non sono immediatamente percepibili, perché sono inserite in quello che si può definire genericamente come lo stile di comunicazione. Ma non sono meno importanti. Nella maggior parte delle aziende, è già presente uno stile primario (o dominante), che è quello utilizzato dai leader senior.

Conformismo e darwinismo sociale

Questo stile possiamo chiamarlo, ottimisticamente, anche cultura aziendale, sulla quale si innestano le decisioni di assunzione, spesso prese a immagine e somiglianza di tali leader. E chi ha la fortuna di essere inserito in azienda si sforzerà di emulare tale stile e conformarsi alla mentalità prevalente, se non altro per un meccanismo evidente di darwinismo sociale (sopravvivenza di specie simili).

Certamente, una ragione per cui la diversità cognitiva potrebbe non ottenere l’attenzione che merita è che, mentre altre differenze sono generalmente evidenti a occhio nudo, il modo in cui una persona pensa o si avvicina a un problema è difficile da individuare e distinguere.

In questa prospettiva, è evidente che si riduce di molto la capacità di valutare e sfruttare adeguatamente le diversità cognitive. A ciò si aggiunga, l’esigenza di rispettare i tempi di lavoro sempre più convulsi che spesso impediscono aperture a collaborazioni più ampie che includano anche contributi provenienti da persone con diversi tipi di pensiero.

Ciononostante, le diversità cognitive sono un aspetto troppo importante per essere trascurate.

Le diversità cognitive sono una ricchezza spesso nascosta che va portata in superficie.

Sfruttare al meglio le differenze di vedute all’interno di una organizzazione, consentirà di elevare la qualità complessiva del processo di elaborazione delle informazioni, arricchendolo di elementi e punti di vista nuovi.

E’ chiaro che i leader per farlo dovranno dotarsi di abilità e pratiche progettate proprio per valorizzare e sfruttare tali differenze cognitive. Riportiamo qualche suggerimento a questo riguardo.

Fatti un esame di coscienza

Cerca di capire quali sono i tuoi pregiudizi personali riguardo alle persone che elaborano informazioni e propongono soluzioni al di fuori della tua ottica. Cerca di controllare le tue reazioni più impulsive, evita che possano influenzare negativamente il rapporto con gli altri, obbligati a una disposizione d’animo più aperta e tollerante.

Convoca team composti da persone che la pensano in modo diverso

Per garantire un ricco mix di stili di pensiero, l’unico sistema è far partecipare alle riunioni, soprattutto quelle dalle quali si attendono proposte innovative, persone che hanno idee diverse.

Prepara bene la riunione

Devi essere conscio che non si tratterà di una riunione di routine. Probabilmente si vedranno delle “scintille” ma l’importante è che tutti i membri del team apprezzino il valore delle differenze. Da parte tua, dovrai aiutare tutti a confrontarsi e abbandonare i propri pregiudizi, lasciando poi che ognuno liberi le proprie potenzialità, senza reticenze, senza che si senta obbligato a conformarsi allo stile prevalente.

Gestisci con diplomazia la riunione

Pensa che in fondo, stai cercando di realizzare un esperimento, come lo scienziato che aggiunge a una sostanza un reagente chimico. Devi controllare il processo, favorire le reazioni senza creare pericolosi eccessi. Fuor di metafora, se temi il peggio, assegna ad un membro del team il compito di “avvocato del diavolo” o “bastian contrario” per favorire contributi anche scomodi che valorizzino in modo originale e anche inatteso la discussione.

Identifica e riconosci i contributi più innovativi ed eccentrici

Condurre una riunione di questo genere, richiede attenzione massima. Il leader deve sempre vigilare sia perché essa non diventi troppo confusa e dispersiva sia perché non prevalgano atteggiamenti troppo conformisti e allineati al pensiero comune. Ecco perché è importante identificare le idee “fuori dal coro” e, se è il caso, celebrarle, riconoscendone la portata innovativa.

In questo mondo VUCA (volatility, uncertainty, complexity, and ambiguity), abbiamo bisogno del maggior numero possibile di idee e punti di vista diversi su ogni problema.

Mai fossilizzarsi. Perché fossilizzarsi significa scavarsi la fossa

Occorre sfruttare le diversità cognitive perché in questo modo il team e le organizzazioni potranno rispondere meglio alla rapida evoluzione del mercato, supportare l’innovazione continua e le sfide sempre più complesse, coinvolgendo tutti i collaboratori disponibili.

Non sappiamo da dove scaturirà la nuova grande idea. Ma una cosa sappiamo di sicuro, che non verrà dalla routine e dal conformismo.

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