Il potere autentico non fa uso della violenza ma della libertà

Byung-Chul Han

Ricordate l’aforisma attribuito a Giulio Andreotti: “Il potere logora chi non ce l’ha”? Questa considerazione parte da un’idea sbagliata di potere. Secondo Byung-Chul Han, che ha scritto il bel libro “Che cos’è il potere”, bisogna ripensare al potere, capovolgendone il senso.

Seguiamo il suo ragionamento che è indubbiamente affascinante. Ci sono due elementi in campo Ego e Alter.

Il potere di Ego dà origine a un determinato comportamento di Alter contro la volontà di quest’ultimo. Il potere mette Ego in condizione di imporre le sue decisioni senza dover far caso ad Alter. In tal modo il potere di Ego limita la libertà di Alter, il quale subisce la volontà di Ego come qualcosa di estraneo. Questa idea diffusa del potere non rende tuttavia giustizia alla sua complessità”.

Qui, l’autore entra nel vivo del ragionamento, ribaltando quanto affermato sopra.

Il potere non deve prendere la forma di una costrizione (Zwang). Il fatto che possa crearsi una volontà contraria a quella di chi detiene il potere è indice della debolezza di tale potere. Piú il potere è forte, piú agisce silenziosamente. Se deve fare espresso riferimento a se stesso, risulta già indebolito”.

Ed ecco il chiarimento.

Il modello di potere gerarchico, secondo cui esso s’irradia dall’alto al basso, non è dialettico. Maggiore è il potere nelle mani di chi lo detiene, maggiore è la sua dipendenza dai consigli e dalla collaborazione dei sottoposti. Certo, il potente può impartire molti ordini. Ma per via della crescente complessità, il potere fattivo passa attraverso i consulenti che gli suggeriscono gli ordini da impartire. Le numerose dipendenze di chi detiene il potere diventano fonti di potere per i sottoposti. Conducono cioè a una strutturale dispersione del potere.

L’idea che il potere escluda la libertà è dura a morire. Eppure è falsa.

Il potere di Ego raggiunge il massimo proprio nella situazione in cui Alter si sottopone volontariamente alla sua volontà. Ego non s’impone su Alter.

Il potere libero non è un ossimoro.

Significa che Alter segue Ego in piena libertà. Chi vuole raggiungere un potere assoluto dovrà fare uso non della violenza, bensí della libertà dell’Altro.

Tale potere si raggiunge nel momento in cui la libertà e la sottomissione combaciano”.

Sembra un paradosso, ma se ci riflettete un attimo scoprirete che non lo è affatto. E si adatta perfettamente a certi meccanismi, non tanto dissimulati, che caratterizzano la nostra società.

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