Metti alle corde i “critici interiori”

Susan David

L’abbiamo visto nell’articolo di ieri. Se i “critici interiori” prendono la guida della nostra vita non la mollano più. Che fare allora per liberarsene?

Se cerchi di prenderli di petto, vale a dire tenti di sopprimere o ignorare queste voci, sei sicuramente destinato a fallire. Almeno di questo parere è Susan David, fondatrice dell’Istituto di Coaching ad Harvard e docente presso la facoltà di Medicina della stessa università.

Susan David è anche Ceo di Evidence-based Psycology e autrice del libro intitolato “Agilità emotiva. Non restare bloccato, accogli il cambiamento e prospera nella vita e nel lavoro”. Giunti, 2018, euro 15,30.

Nel titolo del libro c’è già il suggerimento giusto da adottare: sbloccati, lasciati andare! Il che vuol dire, tornando alla metafora iniziale, fare in modo che i “critici interiori” sloggino dal sedile del guidatore e si mettano a sedere su quello del passeggero.

Ma ecco alcuni consigli suggeriti da Susan David.

  1. Il primo passo è quello di rendersi conto razionalmente che queste voci stanno condizionando la nostra vita, indirizzandola dove vogliono loro. Se ne siamo consapevoli, siamo anche in grado di individuarle e comprenderne la pericolosità.
  2. Cerca di smascherarli. Questi “critici interiori” non sono una tua creazione. Quando eri un bambino non li conoscevi nemmeno. Te li hanno instillati attraverso l’educazione, a casa, a scuola, nelle istituzioni religiose. “Devi comportarti da bravo ragazzo/a”, “Devi obbedire”, “Non devi fare di testa tua”, “Non devi vantarti”, ecc. Tutti messaggi che i “critici interiori” utilizzano per condizionarti e convincerti che non sarai mai capace di fare certe cose e che ti conviene rinunciare prima di cominciare per evitare di esporti a brutte figure.
  3. Ascoltali mantenendo una certa distanza rispetto a quello che dicono. Considerali semplici avvertimenti, alcuni anche utili ma, tutto sommato, superflui, altri addirittura esagerati e che, quindi, sei libero di rifiutare senza problemi.
  4. Se ti assillano, cerca di metterli in difficoltà ponendo loro delle domande. “Cosa te lo fa dire?”, “Che prove hai per affermare questo?”. Chiedi loro che, piuttosto che bloccare la tua vita assumendo posizioni rigide, ti diano dei consigli.
  5. Alla fine, non sentirti in debito con loro. Ascoltali ma poi fai quello che devi fare. Probabilmente, proverai un po’ di paura ad andare contro le loro intimidazioni ma, se ci riuscirai, ti sentirai decisamente più libero.

Dalle nostre catene – che spesso hanno costruito altri per noi e che non sono visibili ad occhio nudo, ma ci impediscono di agire – possiamo liberarci solo noi!

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