Siamo bravi o fortunati? Riflettiamo sul “bias” di sopravvivenza

Sendhil Mullainathan

Chiunque abbia avuto una serie di eventi positivi o fortunati che lo ha portato al successo non pensa a se stesso come persona che ha approfittato di circostanze favorevoli ma si considera una persona di talento. Ed è disposto ad elargire consigli su come ottenere successo. Consigli che, alla fine, hanno scarso valore.

Il pregiudizio di sopravvivenza, infatti, altera il modo in cui vediamo il mondo. Molti guardano i miliardari e pensano che questi potrebbero fornire loro delle indicazioni per diventare ricchi ma nessuno pensa, ad esempio, che chi ha raggiunto quei livelli ci è riuscito perché ha vinto un biglietto della lotteria o ricevuto una eredità da qualche parente.

Il pregiudizio di sopravvivenza ci porta a guardare eventi altamente selezionati (i ricchi) e a fare immediate deduzioni circa la loro capacità e abilità negli affari o nella professione.

Su questi temi, davvero affascinanti, riflette Sendhil Mullainathan, professore di informatica e scienze comportamentali presso la Booth School of Business dell’Università di Chicago. Fa anche un esempio molto pratico per far comprendere meglio questo bias di sopravvivenza.

Un aspirante imprenditore potrebbe credere che abbandonare il college per avviare un’azienda sia la chiave del successo. Non è un’idea così balzana. Dopotutto, ha funzionato magnificamente per Steve Jobs, Bill Gates e Mark Zuckerberg. Le famose storie di questi big del mondo degli affari danno l’impressione che, per avere successo negli affari, quello di cui si ha bisogno è una grande idea al college e la volontà di lasciare la scuola per perseguirla.

Il problema è che la maggioranza dei giovani che abbandonano gli studi universitari non diventano miliardari. Se ci si concentra soltanto sulle persone che hanno lasciato la scuola e hanno avuto successo, ignorando la serie molto più ampia di abbandoni che non hanno portato a nessun risultato, si sta cadendo in un “pregiudizio di sopravvivenza”.

Anche qui, come nel fenomeno dell’implicatura, ci si deve sempre chiedere: quali sono i dati che mancano per una visione corretta del fenomeno?

Nel prossimo articolo, approfondiremo il tema del pregiudizio di sopravvivenza con un altro famoso esempio servito per realizzare diverse truffe riuscite a danno di un gran numero di investitori.

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