Cos’è la solitudine. Causa o effetto della personalità?

Una giovane psicologa e ricercatrice tedesca che opera presso la Ruhr University di Bochum, Susanne Bücker, ha studiato la natura e lo sviluppo della solitudine ed è arrivata a conclusioni interessanti.

In genere, la solitudine è descritta come la percezione soggettiva della discordanza tra le relazioni sociali desiderate e quelle effettive, in termini di collegamento con altre persone, compagnia, intimità.

La maggioranza della gente individua nella vecchiaia, nella perdita del partner, nei problemi di salute o nel basso livello economico i fattori di rischio per la solitudine. Secondo la Bücker, contano e molto anche i tratti della personalità di coloro che soffrono di solitudine.

La ricerca della Bücker, piuttosto accurata – avendo riguardato oltre 100 studi pubblicati nel corso degli ultimi 38 anni – ha esaminato quali relazioni esistono tra i cinque tratti della personalità (vedi immagine sotto) e la solitudine.

Certe “scoperte” ci possono apparire banali. Ad esempio, la constatazione che l’estroversione (essere socievole, assertivo ed energico) difficilmente si coniuga con la solitudine, che, al contrario, può correlarsi al nevroticismo (essere lunatico, nervoso e permaloso).

In misura minore anche la piacevolezza (essere gentile, premuroso e generoso) e la coscienziosità (essere organizzati, responsabili ed efficienti) non si abbinano a situazioni di solitudine, come, del resto, l’apertura alle esperienze.

Sembra acclarato, peraltro, che gli introversi sono più propensi a vivere sentimenti di solitudine sociale (numero ristretto di amici) e di solitudine emotiva (l’assenza percepita di rapporti stretti).

Ma, allora, qual è il rapporto tra personalità e solitudine? Ancora non si sa.

In altri termini, resta ancora da scoprire se la nostra personalità influisce sulla solitudine o se è la solitudine a influire sulla personalità.

Entrambe le soluzioni sono plausibili. La personalità potrebbe essere correlata alla solitudine perché alcuni tratti che la contraddistinguono (vedi schema) hanno un impatto sul modo in cui vediamo gli altri, su come siamo visti dagli altri, su come interagiamo con loro e su come interpretiamo e affrontiamo i risultati di questa interazione sociale.

Atteggiamenti sociali ➜ scarsa propensione alla partecipazione ad eventi sociali
Pensieri ➜ percezione distorta o conflittuale del rapporto con gli altri
Sentimenti ➜ ansia, paura

Ma vi sono anche prove del contrario. E cioè che è proprio l’esperienza di vivere momenti di solitudine che può modificare in un certo modo i tratti della personalità.

In ogni caso, la solitudine è un elemento fondamentale della condizione umana e può avere gravi conseguenze. Secondo altre ricerche, chi soffre di solitudine ha il 14% in più di probabilità di morire prematuramente.

Gli studi della Bücker sono ancora in una fase iniziale ma hanno un loro senso. Non si tratta solo di una ricerca teorica, ma, una volta approfondite le ragioni della solitudine, potrà favorire strategie di prevenzione e interventi terapeutici (quando assuma caratteri patologici) contro questo malessere che è decisamente più diffuso (e doloroso) di quanto si possa pensare.

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