Misurare i contatti virtuali per capire se funzionano

Le distanze sociali raccomandate dal punto di vista medico per rallentare la diffusione della pandemia, insieme alle pratiche igieniche, sono fondamentali per la nostra salute fisica. Ma dobbiamo anche riconoscere gli effetti negativi di tale distanziamento sociale sulla salute mentale, sulla fiducia e sulla solidarietà all’interno delle varie organizzazioni di lavoro.

Quando il contatto di persona è notevolmente ridotto, e viene attuato attraverso sistemi virtuali e multimediali, la qualità della comunicazione si ridimensiona notevolmente rispetto a quanto accadeva prima e ciò può rendere meno facile prendere le decisioni o valutare certi comportamenti.

Ciononostante, non possiamo non mantenerci connessi, per poter avere rapporti continui con coloro che collaborano con noi. Questa interazione a due vie è cruciale non solo per la salute mentale ma anche e soprattutto per il libero flusso di idee.

Un modo per i leader di valutare se le interazioni tra i collaboratori continuano a svolgersi in modo produttivo e gratificante è quello di misurarle continuamente. Ciò significa tracciare dei modelli di comunicazione digitale – insieme al contatto fisico diretto – e cercare di bilanciarli al fine di massimizzare il flusso di idee e minimizzare i problemi comunicativi causati dalla diffusione del virus.

A questo proposito esistono aziende in grado di svolgere questa attività di monitoraggio. Ne segnaliamo due.

Ad esempio, la società Humanyze misura i percorsi di teleconferenza, telefono ed e-mail dell’organizzazione, senza esaminarne il contenuto, per ovvii motivi di privacy. Quindi produce dei grafici che descrivono approssimativamente il flusso di idee nell’organizzazione, mostrando quando i dipendenti non sono coinvolti, quali gruppi sono molto coerenti e dove esistono strozzature. Le informazioni offrono opportunità per modificare i percorsi di comunicazione, le strutture collaborative e altri sistemi che sostengono il flusso di idee.

Riff Analytics è un’altra azienda che analizza le videoconferenze in tempo reale, ricorda sottilmente alle persone di non interrompere o lasciar parlare degli altri. I suoi “nudges” basati sull’intelligenza artificiale (sotto forma di grafici di feedback e messaggi di chat privati) incoraggiano gli estroversi a non dominare le conversazioni con frequenza e gli introversi a sentirsi meno alienati. Quando tutti si sentono ascoltati, aumenta il senso di appartenenza al gruppo e migliora il processo decisionale.

Riff utilizza i dati vocali per modellare le interazioni umane durante le riunioni video. Questi dati mostrano come funzionano le persone e i team quando parlano durante le riunioni virtuali. Se combinati con altri dati, Riff Metrics fornisce approfondimenti su: engagement, predominanza, distorsione e influenza, interruzione e flusso, sensibilità emotiva, presenza sociale.

Poiché i leader devono aiutare le persone ad avere sempre presente la visione e la strategia a lungo termine di un’organizzazione, secondo questa teoria, dobbiamo implementare strumenti che ci aiutino a modificare le nostre abitudini per adattarci alle nuove realtà.

Naturalmente, così facendo, il rischio che si corre è quello di reintrodurre meccanismi di controllo, apparentemente neutrali, ma che limitano e condizionano il comportamento dei collaboratori e possono anche ridimensionarne l’autonomia e la libertà di espressione…

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