L’attuale crisi non è come una maratona

Becky Robinson è fondatrice e CEO di Weaving Influence, un’azienda che si occupa di marketing digitale allo scopo di aiutare i clienti a comprendere i propri obiettivi, identificare il pubblico al quale rivolgersi, trovare lo stile di comunicazione più adatto. E’ sportiva e appassionata di maraton: ne ha corse diverse negli ultimi anni, a livello agonistico, ma non è d’accordo nel paragonare la pandemia a questo tipo di corsa.

Certo, siamo di fronte a una sfida che richiede resistenza e che prevede un lungo percorso – non si tratta certo di uno sprint – ma non è nemmeno giusto paragonarla a una maratona. La Robinson ha spesso usato l’analogia con la corsa podistica su grandi distanze per spiegare le caratteristiche dell’attività di imprenditore e far comprendere ai suoi clienti l’importanza di avere una visione a lungo termine e, quindi, la necessità di possedere doti di determinazione e perseveranza.

Ma l’attuale pandemia di coronavirus non è come una maratona perché non possiamo prevederne la durata. Nella maratona, conosciamo bene a quale distanza è situato il traguardo, quanto tempo manca all’arrivo. E’ possibile risparmiare e dosare le forze a seconda delle difficoltà del percorso.

I maratoneti, poi, si allenano prima della gara, tenendo conto proprio della distanza che devono affrontare e della loro capacità di resistenza, preparandosi mentalmente, stabilendo tappe intermedie e valutando i progressi compiuti.

Becky Robinson

Oltretutto, la Robinson aggiunge un particolare psicologico di non poco conto: manca il supporto delle persone che fanno il tifo ai bordi della strada, non sono previsti i rifornimenti durante la corsa e, soprattutto, non ci possiamo aspettare gli applausi e la soddisfazione a fine gara – anche se non si è arrivati primi – per aver portato a termine l’impresa.

La maratona, dice sempre Robinson, è come un parto: non appena si arriva al traguardo si dimentica immediatamente tutto il dolore e la fatica compiuta. Ma con il coronavirus non è così. Non solo non sappiamo dove è posto il traguardo, ma nemmeno se un traguardo ci sarà. Né sarà facile dimenticare quelle persone che purtroppo nel frattempo non ce l’hanno fatta (e sono tante)!

In questa crisi qualcosa che assomiglia a una maratona però c’è, è la necessità di andare avanti anche se stiamo soffrendo momenti di disagio e scoraggiamento.

A questo proposito, viene citato un libro “Run the Mile You’re In”, di Ryan Hall che è il detentore della mezza maratona americana (21 chilometri), il quale suggerisce come sia necessario non pensare alla distanza che manca per arrivare, ma fissare la propria attenzione e preoccuparsi soltanto del chilometro che si sta percorrendo, perché, bene o male, sappiamo che ce la possiamo fare, evitando di pensare a quelli che ci attendono in futuro.

Insomma, restiamo attaccati al presente, raccogliamo la nostra forza e la nostra determinazione per affrontare ciò che capita giorno per giorno cercando di dare il meglio senza mai demordere.

Consigli banali, forse, ma anche questi possono aiutare…

Se poi vogliamo approfondire ad ogni costo, possiamo dire che questo atteggiamento si basa su una teoria del presentismo che è la tesi metafisica che sostiene che tutto ciò che esiste in modo concreto, esiste solo nel presente, tesi molto vicina al senso comune. E, si badi, non è una definizione moderna, come spesso si ritiene. Lo stesso Sant’Agostino, oltreché Hobbes, ci avevano già riflettuto sopra.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...