Smart working: le domande giuste da porre a chi lavora da remoto

In questi periodi di grande incertezza sembrerebbe naturale fornire ai propri collaboratori delle risposte che loro si aspettano, soprattutto riguardo al ritorno alla “normalità”, alle prospettive del proprio lavoro, in che modo inciderà concretamente su ognuno di loro la crisi che si stiamo vivendo.

I leader dovrebbero essere in grado di dare risposte a queste domande. In realtà, ci sono momenti così complessi come quelli che stiamo vivendo che è difficile farlo e forse, per assurdo, è più importante fare il contrario, cioè porre ai propri collaboratori, specie a chi opera da remoto, le domande giuste. Forse, solo così sarà possibile anche per il leader trovare poi delle risposte più soddisfacenti.

E’ il sistema più efficace che resta al leader per capire come i collaboratori – che vivono giorno dopo giorno questa esperienza imprevista e per certi aspetti destabilizzante – la stanno affrontando e quali problemi, piccoli o grandi, sono costretti a risolvere.

Porre domande non deve sembrare il pretesto per svolgere accertamenti o fare controlli: al contrario, deve significare essere vicino ai collaboratori, interessarsi concretamente alle loro esperienze, comprendere le loro esigenze, mettersi a loro disposizione: atteggiamento che vale più di qualsiasi parola di incoraggiamento generico o affermazioni di principio.

Ecco alcune domande:

  1. Come descriveresti il lavoro da remoto che stai svolgendo? Ti sembra di esprimere al meglio le tue potenzialità? Sei stato in grado di ritagliare tempo per le tue attività personali? In che modo possiamo aiutarti? Ci sono lavori o progetti che ti creano più difficoltà di prima? Quali soluzioni possono rendere queste attività più gestibili?
  2. Quali sono le tue preoccupazioni riguardo all’azienda e al team con il quale lavori? Ci sono informazioni che ritieni necessario conoscere? Il flusso di comunicazione con l’azienda è sufficiente o dovrebbe aumentare? Sai qual è il nostro programma a breve termine (40/60 giorni)?
  3. Disponi di tutto il necessario per svolgere nel modo migliore il tuo lavoro? C’è qualcosa che impedisce di mantenere livelli qualitativi efficienti? Che interventi potresti suggerire per organizzare meglio il tuo tempo e mantenere l’efficienza del lavoro?
  4. Cosa può fare l’azienda per aiutarti a svolgere il tuo lavoro in un ambiente adeguato? Qual è il periodo del giorno in cui ti senti più produttivo? Cosa può fare l’azienda per evitarti distrazioni e per consentirti una maggiore concentrazione nel lavoro? Il flusso delle comunicazioni da parte dell’azienda è sufficiente, eccessivo o va circoscritto? C’è qualcosa che non ti è chiaro? Vorresti che il tuo operato venisse seguito in modo diverso?

Naturalmente, si tratta di ipotesi, di spunti che vanno ampliati e approfonditi. Dalle risposte raccolte dovrà uscire un quadro più dettagliato dei problemi e delle esigenze dei collaboratori da remoto, e dovranno scaturire soluzioni che li aiutino nel loro lavoro, favorendo anche le necessarie connessioni sociali (person to person o riunioni on line, ecc.).

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