Scienza e pseudoscienza: differenze

Nicla Vassallo

La pseudoscienza è una teoria che pretende di essere riconosciuta come scienza pur non avendo alcun fondamento scientifico. “Pseudo” deriva da una parola greca che significa “falso”.

Si basa soprattutto sul cosiddetto bias di conferma, cioè la predisposizione innata dell’uomo a cercare e interpretare le informazioni in modo tale che esse confermino le idee che avevamo ipotizzato in partenza. Purtroppo, non ci possiamo fare molto per controllare questo nostro modo di pensare, perché siamo spontaneamente portati a cercare le conferme delle nostre intuizioni piuttosto che a usare il metodo di falsificazione che è l’esatto contrario.

Vediamo, allora, di cosa si tratta questo metodo. Grazie al metodo di falsificazione o alle ipotesi di falsificabilità, uno scienziato è costretto a fare il possibile per smentire una teoria, magari proprio quella sulla quale ha lavorato anni e svolto ricerche continue, in modo da verificare se essa sia in grado di reggere oppure no a tali severissime verifiche.

La pseudoscienza invece ha la pretesa di spiegare fenomeni naturali, partendo da elementi empirici soggettivi e usando ragionamenti o procedimenti non coerenti, arrivando a produrre una sintesi che è in conflitto con le idee e i fatti che sono stati controllati o validati dalla comunità scientifica.

Nella pseudoscienza è frequente il ricorso a testimonianze, aneddoti o esperienze personali, e per validare la teoria vengono presentati solo i dati in apparenza a favore e si rifiuta di considerare quelli contrari (bias di selezione). Le pseudoscienze elevano allo status di fatti argomenti non controllati o esagerati, e invertono l’onere della prova. In altri termini, sono gli altri che devono confutare la pseudoscienza e se non ci riescono allora la teoria è valida.

Il metodo scientifico

Un aiuto per capire meglio le differenze tra scienza e pseudoscienza ce lo offre lo snello libretto di Nicla Vassallo dal titolo “Non annegare. Meditazioni sulla conoscenza e sull’ignoranza”, da cui espungiamo alcuni brani.

La peculiarità della scienza è rappresentata dall’obiettivo di comprendere, spiegare e prevedere fatti ed eventi del mondo?” si chiede la filosofa. Anche la religione o l’astrologia e via dicendo, si pongono il medesimo obiettivo, ma nessuna persona ragionevole si azzarderebbe a concedere a tali dottrine lo status di scienze.

La peculiarità della scienza, quindi, non è solo il suo obiettivo piuttosto il suo metodo, detto appunto “scientifico”. E’ vero che si tratta di un metodo “creativo” ma sarebbe sbagliato, soffermandosi solo su questo aspetto, credere che la scienza sia simile all’arte. Perché il metodo, oltre ad essere “creativo”, a differenza di altri metodi, è anche “rigoroso, oggettivo o intersoggettivo”. Prosegue Vassallo: “Il metodo e i metodi scientifici debbono privilegiare la razionalità sull’emotività, oltrepassando le idiosincrasie individuali e collettive allo scopo di garantire un patrimonio conoscitivo comune ad ogni essere umano”.

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