Dall’apofenia alla pareidolia: per aiutarci a lavorare meglio

Una sottospecie della apofenia è la pareidolia, un fenomeno psicologico in cui uno stimolo visivo o sonoro, vago e casuale, viene interpretato come una forma riconoscibile.

Il fenomeno della pareidolia è personale: questo significa che anche se un individuo sta vedendo, in un oggetto o in una forma geometrica, un volto umano, un’altra persona potrebbe invece non vederci nulla o vedere qualcos’altro.

La pareidolia riflette le credenze delle persone. Alcune affermano di vedere il volto di Cristo in determinati luoghi, altri, atei, non riconoscono la stessa immagine.

Ma ecco un altro estratto dal libro di Massimo Bornengo, Ezio Civitale, Gianpiero Tufilli, intitolato “Lavorare nell’azienda liquida utilizzando l’apofenia”, edizioni Franco Angeli, 2019, 22 euro.

La pareidolia ha a che fare con l’esperienza. Quando proviamo a risolvere un problema, abbiamo bisogno di trovare somiglianze con qualche problema risolto precedentemente. Il che aiuta in quanto risparmiamo tempo. La ricerca delle somiglianze (pattern ricognition) è anche ciò che ci permette di distinguere volti, suoni, ecc. La pareidolia è una caratteristica intrinseca del nostro cervello e dei centri adibiti al riconoscimento.

Pertanto, individuare, trovare, interpretare situazioni complesse e confuse e trasformarle in schemi chiari, identificabili è una capacità innata dell’essere umano, una caratteristica della sua intelligenza, quella di estrapolare modelli e schemi a partire da situazioni disordinate e irrealistiche”.

Secondo gli autori, se si utilizzerà l’apofenia e la pareidolia, cioè questi elementi caratteriali dell’intelligenza umana, nel mondo del lavoro, cioè nell’attività che svolgiamo ogni giorno, certamente potremmo trarne beneficio, individuando velocemente il vero problema, e quindi di seguito affrontarlo.

Il “volto” su Marte

Apofenia: usarla con attenzione

Anche l’apofenia, però, ha i suoi limiti. Bisogna stare attenti. In fondo, questa attività che si attua alla stregua di una percezione confusa e molto legata alle singole esperienze individuali, può trasformarsi in un bias pericoloso: in altri termini, farci vedere ciò che ci aspettiamo di vedere, interpretando il mondo e la realtà attraverso la nostra lente personale che non sempre è affidabile.

Ricorrere all’apofenia in azienda, perciò, è un compito delicato. Bisogna conoscerla, approfondirla e saperla gestire con attenzione prima di applicarla. Per evitare che anziché un aiuto porti a delle pericolose deviazioni.

La visione apofenica dell’azienda consiste nel leggere la realtà che le si pone dinanzi e regolarla nel migliore dei modi, con la consapevolezza che non si deve creare nulla di duraturo o di complesso che non possa all’occorrenza essere cambiato e sostituito quando necessario.

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