Evitiamo di essere dei “nessuno”

Chris Hedges

Christopher Lynn Hedges (Chris Hedges) è un giornalista americano, Premio Pulitzer. Riportiamo con piacere una sua riflessione sulla libertà di pensiero e sul potere.

Il pensiero è un dialogo con il proprio io interiore. Quelli che pensano pongono domande, domande che coloro che detengono l’autorità non vogliono siano poste. Ricordano chi siamo, da dove veniamo e dove dovremmo andare.

Restano eternamente scettici e diffidenti nei confronti del potere. E sanno che questa indipendenza morale è l’unica protezione dal male radicale che deriva dall’incoscienza collettiva.

Questa capacità di pensare è baluardo contro ogni autorità centralizzata che cerchi di imporre un’obbedienza stupida. C’è un’enorme differenza, come comprese Socrate, tra l’insegnare alle persone cosa pensare e l’insegnar loro come pensare. Quelli che sono dotati di una coscienza morale rifiutano di commettere delitti, anche quelli sanzionati dallo stato-impresa, perché alla fine non vogliono vivere con dei criminali, se stessi.

Quelli che sono in grado di porre le domande giuste sono armati della capacità di fare una scelta morale, di difendere il bene contro le pressioni esterne. Ed è per questo che il filosofo Immanuel Kant pone i doveri che abbiamo verso noi stessi prima dei doveri che abbiamo verso gli altri. Il riferimento, per Kant, non è l’idea biblica dell’amore per sé stessi – ama il tuo prossimo come te stesso, fai agli altri quello che vorresti che essi facessero a te – ma il rispetto di sé.

Quel che ci dà valore e significato come esseri umani è la capacità di sollevarci ed opporci all’ingiustizia e alla vasta indifferenza morale dell’universo. Una volta morta la giustizia, come sapeva Kant, la vita perde ogni significato.

Hannah Arendt

Quelli che obbediscono docilmente alle leggi e alle norme imposte dall’esterno – comprese le leggi religiose – non sono esseri umani morali.

L’adempimento di una legge imposta è moralmente neutro. Le persone davvero istruite mettono le loro volontà al servizio di un’istanza di giustizia, empatia e ragione più elevate. Socrate ha sostenuto la stessa tesi quando ha detto che è meglio patire il male che farlo.

Il male più grande che sia stato perpetrato – ha scritto Hannah Arendt – è il male commesso dai nessuno, ovvero dagli esseri umani che rifiutano di essere persone”.

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