Autocoaching: la procedura S.T.A.R.S.

E’ uscito recentemente un libro prezioso. Si intitola “Time to Mind. Velocità ed efficacia dell’apprendimento: il nuovo vantaggio competitivo di imprese e individui” e l’ha scritto Gian Carlo Cocco. E’ una guida approfondita e utilissima per ridurre drasticamente i tempi necessari per consentire a coloro che operano nelle aziende di acquisire nuove competenze tecniche e comportamentali.

Il tempo è denaro, lo sappiamo bene, e questo principio non vale solo per la capacità delle imprese di rispondere adeguatamente e tempestivamente alle trasformazioni del mercato (Time to Market). Occorre che altrettanta determinazione e rapidità sia indirizzata nei confronti dell’incremento del capitale di conoscenze e abilità dei collaboratori che in esse lavorano.

Conosciamo modi diversi per incrementare questo capitale umano personale quanto mai strategico (esperienza, affiancamento, formazione), ma è soprattutto attraverso l’automiglioramento, cioè l’autonomo investimento da parte di ogni singolo collaboratore di tempo, volontà e continuità che sarà possibile una crescita professionale più mirata e tempestiva (sia nelle hard che soprattutto nelle soft skills).

D’altra parte, questa è anche la chiave del successo per ogni impresa, se vuole far fronte a questa epoca di grande turbolenza, ma anche sfruttarne le opportunità di sviluppo e crescita.

Allenamento e consapevolezza: io attuale e io futuro

Gian Carlo Cocco è convinto giustamente che lo sport possa rappresentare un esempio utile da seguire perché quello che conta per migliorare la propria professionalità, così come in qualsiasi disciplina sportiva, è soprattutto l’allenamento. Esercitarsi continuamente per riconoscere gli errori commessi e correggerli, ma anche per evidenziare i propri punti di forza e potenziarli ancora di più.

Un esempio classico è l’attività dei ballerini che si esibiscono dinanzi allo specchio, osservando i loro movimenti. Lo specchio è uno strumento didattico prezioso se utilizzato con volontà, razionalità e consapevolezza.

E la consapevolezza è proprio l’elemento che fa la differenza. Significa essere in grado di osservare il proprio io-attuale con obiettività, rilevandone limiti e potenzialità, e avere la forza di immaginare il proprio io-futuro, quando ciò che vogliamo essere sarà stato raggiunto e potremmo apprezzarne con orgoglio i risultati.

E’ chiaro che occorreranno sacrifici per arrivarci ma, in fondo, questo significa anche diventare persone adulte, mature, consce del fatto che i desideri se li appaghiamo appena sorgono in noi o sono poca cosa o, comunque, durano poco. Mentre i desideri che prevedono una programmazione, un lavoro impegnativo e lungo di attuazione, e che rimandano al futuro il loro appagamento, in genere sono qualcosa di importante – come la realizzazione di un’impresa – e, soprattutto, sono qualcosa destinato a restare nel tempo e a rafforzare la propria autostima.

Il metodo S.T.A.R.S.

Gian Carlo Cocco la chiama anche “autoformazione esperienziale” ed è un sistema innovativo ed efficace per monitorare lo sviluppo delle proprie soft skills e che può essere fatto in qualsiasi ritaglio di tempo o momento di pausa, basta seguire questi cinque passaggi. Per ricordarli, pensiamo alle stelle, cioè al loro acronimo S.T.A.R.S.

S. SITUATION. Sarebbe bello avere una moviola nella nostra testa per riavvolgere il nastro e osservare, da un’angolazione esterna, i nostri comportamenti per i quali non siamo rimasti troppo soddisfatti. In realtà, una sorta di moviola l’abbiamo. Quando qualcosa non è andato come pensavamo, volenti o nolenti, ritorniamo con il ricordo sui nostri passi, soprattutto se abbiamo un sufficiente spirito autocritico, per procedere a una analisi ravvicinata dell’episodio in questione. Se questo riesce abbiamo fatto il primo passo.

T. TASK. Dopo aver isolato la situazione sulla quale vogliamo intervenire, occorre capire come ci siamo arrivati e cioè quali erano le nostre finalità e gli obiettivi che volevamo raggiungere. Questo è il secondo passo.

A. ACTION. Torniamo alla moviola. Ricostruiamo mentalmente i vari passaggi, le azioni compiute, tenendo conto sia degli aspetti razionali che emotivi. Alcuni aspetti possiamo giustificarli e ritenerli utili ai nostri fini, altri invece sentiamo di doverli criticare. Ad esempio, un gesto o una parola di troppo, qualcosa di non detto o detto al momento sbagliato. Questa analisi se svolta con la necessaria freddezza (obiettività) non intacca minimamente la propria autostima, anzi, la potenzia.

R.RESULT. Fermiamo allora la moviola sul punto critico ed evidenziamo quale sia stato lo scostamento negativo rispetto alle attese che avevamo prefissato. A questo punto, la domanda da farsi è: “Che cosa farei ora se mi trovassi in questa situazione?”. Pensiamo a come sarebbe giusto comportarci. Se possiamo, addirittura, ricostruiamo mentalmente l’episodio e stabiliamo il comportamento da tenere, possibilmente per iscritto, e cercando di memorizzarlo per ogni futura evenienza.

S.SCORE. Forti di questa strategia di risposta, che deve diventare un vero e proprio piano di azione futuro – simile a una abilità adattiva di coping – dovremmo metterla in pratica in situazioni analoghe a quelle nelle quali in passato non abbiamo mostrato altrettanta capacità. Ripetiamo l’operazione, quando si ripresentano circostanze analoghe, fino a che non siamo soddisfatti pienamente dell’esito e, una volta ottenuto quello che desideriamo, facciamo che questo nostro atteggiamento diventi un’abilità acquisita, un’abitudine.

Con il libro di Gian Carlo Cocco “Time to Mind”, potrete approfondire e sviluppare questi concetti.

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