Democrazia e utopia. Trovare il leader giusto o diventare tutti un po’ più leader?

Tucidide e Pericle

Leggete la famosa pagina che Tucidide dedica a Pericle, ma anche l’affermazione finale in neretto che è piuttosto significativa:

Pericle, potente per dignità e per intelligenza, notoriamente incorruttibile, controllava il popolo senza minarne la libertà, e non era guidato dal popolo più di quanto lui stesso non lo guidasse; non parlava per compiacerlo, poiché non aveva acquisito il potere con mezzi illeciti ma per via dei suoi meriti, e lo contraddiceva anche sotto l’influsso dell’ira. Quando avvertiva che il popolo era inopportunamente audace per la sua prepotenza, con la parola lo portava al timore; quando invece vedeva che irragionevolmente aveva paura, lo spronava ad aver coraggio.

In sintesi, la democrazia di Atene era tale solo a parole [lógoi men], ma nei fatti [érgoi de] il potere era del primo cittadino.

Ed ecco il commento della studiosa Laura Pepe nel suo bel libro “La voce delle Sirene. I Greci e l’arte della persuasione”, Edizioni Laterza. Libro che vi invitiamo caldamente a leggere.

È una pagina memorabile, uno ktéma es aiéi, «possesso imperituro», come lo è del resto l’intera opera tucididea per definizione del suo stesso autore. Soprattutto, è una lettura che dovrebbe essere obbligatoria per chiunque aspiri a un ruolo di leadership politica: perché insegna che:

il vero leader non è chi usa la parola per piacere e compiacere,

chi, adulando, dice al popolo quel che il popolo vuole sentire,

chi della massa cavalca le paure per fomentarne, con parole d’odio e di violenza, i sentimenti più biechi.

È, al contrario, chi conquista e poi ricopre il suo ruolo grazie a un’indiscussa autorevolezza e capacità di persuadere;

chi, giusto e saggio, sa contraddire, condurre, mettere sulla giusta strada;

chi, con la dolcezza della parola, stimola la coesione e allontana le discordie.

Ma può definirsi democratica la città che abbia come sua guida un personaggio di questa levatura? Tucidide lo nega: sotto Pericle – afferma lo storico – Atene era una democrazia soltanto sulla carta (lógoi), perché in concreto (érgoi) ad avere salde le redini del potere era il primo uomo della città, e dunque lo stesso Pericle. Non è una critica: è, piuttosto, un giudizio che contiene una riflessione ragionevole (e senza tempo) sul carattere probabilmente utopico di un governo popolare di buona qualità a cui manchino una guida illuminata e una peithó (seduzione/persuasione) autorevole.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...