Il capitalismo cambia e diventa “sostenibile”? Vedremo

Sarà la spinta della pandemia ma sembra che qualcosa cambi nel modo di concepire il capitalismo. Nessuno mette in dubbio il sistema, sia ben chiaro, ma si cominciano a notare segni importanti, anche se piccoli, che dimostrano come stia crescendo una nuova sensibilità su alcuni temi che fino a poco tempo fa sembravano esclusi completamente dalle prospettive degli imprenditori e degli studiosi di discipline economico-aziendali.

Francesco Perrini

Riportiamo una affermazione del prof. Francesco Perrini, direttore del Sustainaibility Lab di SDA Bocconi, il quale, tra l’altro conferma che “la sfida del cambiamento climatico, la scarsità di risorse naturale, la difesa dei diritti umani, la parità di genere, la questione delle disuguaglianze sono diventati temi centrali nelle agende di chi guida le imprese e, sempre più spesso, oggetto di dibattito nelle business school internazionali”.

Accanto a questo intervento, è importante segnalare anche quello che è successo al World Economic Forum di Davos, svoltosi tra il 25 e il 29 gennaio: Klaus Schwab, fondatore di questa iniziativa, insiste sulla necessità di trasformare il capitalismo dalla sua forma orientata agli shareholder a quella, più inclusiva, che riguarda tutti gli stakeholder (portatori di interessi).

Cosa dice, in sostanza, Klaus Schwab nel suo libro “Covid-19: The Great Reset?” Bisogna reinventare la nostra economia globale in modo che diventi più sostenibile e prospera per tutti. Il nostro sistema economico globale è arrivato a un punto di rottura. Il compito di tutti deve essere quello di sostituire il quadro attuale di sconvolgimento globale, insostenibilità e incertezza con uno di un’economia che sia in grado di funzionare per tutte le persone e per il pianeta.

In primo luogo, dobbiamo eliminare la crescente disparità di reddito nelle società in cui la produttività e la crescita dei salari sono rallentate.

In secondo luogo, dobbiamo ridurre l’effetto frenante del potere di mercato monopolistico esercitato dalle grandi società sull’innovazione e sui guadagni di produttività.

E infine, deve finire lo sfruttamento miope delle risorse naturali che sta corrodendo l’ambiente e influenzando negativamente la vita di molte popolazioni.

Il dibattito sulle cause dell’economia in crisi – governo laissez-faire, globalizzazione mal gestita, ascesa della tecnologia a favore di pochi, ecc. – è aperto. Stakeholder capitalism significa un’economia globale che lavora per il progresso, per le persone e per aiutarci a vedere le nostre sfide più chiaramente.

Klaus Schwab

Schwab segnala esempi emergenti di nuovi modi di fare le cose che forniscono motivo di speranza: i paesi e le politiche possono fare la differenza contro le grandi forze esterne; l’accordo su valori e obiettivi condivisi consente ai governi, alle imprese e agli individui di produrre i risultati più efficaci anche in vista di una pianificazione per le generazioni future: il presentismo miope danneggia il nostro futuro comune e quello di coloro che devono ancora nascere. Occorre andare oltre un’attenzione miope al PIL, orientandosi verso misure più complete che favoriscano una crescita sociale globale che coinvolga paese per paese, azienda per azienda e cittadino per cittadino.

Si tratta di un’autocritica severa. Bisogna capire se basterà a cambiare le cose…

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