La mediazione e il conflitto contro l’idea individualistica

La convivenza non viene avvertita più come valore, perché l’altro non è più colui con il quale – grazie alla parola e quindi alla cultura – si condivide il dolore della non coincidenza tra soggetto e oggetto e, in sostanza, la comune fragilità esistenziale. La mediazione e il conflitto – i due elementi principali della politica – sono allora visti come un fastidio, un elemento di corruzione e di inefficienza da parte di opinioni pubbliche sempre più risentite nei confronti dell’establishment politico.

Mediazione e conflitto mettono in discussione l’idea della trasparenza e del soggetto compatto e indiviso. Gli individui che, grazie al consumo sfrenato, accedono direttamente agli oggetti, sono dunque infastiditi da una parte, dal conflitto che segnala l’alterità e l’irriducibilità e, dall’altra, dalla mediazione che rappresenta il tramite simbolico grazie al quale si cerca di confrontare l’alterità.

(da: Claudio Bazzocchi, Il misterioso zoppicare dell’uomo; indeterminazione umana, democrazia, autorità e libertà, Meltemi Editore, Roma 2020)

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