Come si è evoluta la tecnologia informatica e il suo futuro prossimo

Non è facile rendersi conto dell’evoluzione della tecnologia informatica e dei computer in generale. Per farlo, ci aiuta un esempio del prof. Antonio Rizzo dell’Università di Siena che insegna ergonomia cognitiva, già apparso sul libro P.G. Gabassi (A cura di) “Persone, lavoro, organizzazione”, Milano, Franco Angeli, 1995, pp. 206-223.

Il computer è uno strumento dalle potenzialità enormi, con ogni probabilità il più potente che sia mai stato prodotto dall’uomo. In soli quattro decenni ha già trasformato molti aspetti della vita delle società tecnologicamente avanzate. La rapidità con cui questa tecnologia si è evoluta è a dir poco impressionante.

Un modo per rendere l’idea del suo progresso è compararlo con l’evoluzione dell’industria automobilistica.

Se tra gli anni ’60 e oggi l’industria automobilistica fosse progredita così rapidamente come l’industria informatica, attualmente una automobile avrebbe un motore con uno spessore inferiore ad un quarto di centimetro, l’auto percorrerebbe 50.000 km con un litro di benzina, potrebbe raggiungere una velocità di 400.000 km/h, e costerebbe 5.000 lire!

(Questo è un puro esercizio di fantasia, ma l’analogia suggerisce l’idea del progresso tecnologico del computer.)

La principale funzione di un computer è elaborare informazione: acquisirla, organizzarla, immagazzinarla, trasferirla e renderla accessibile all’utente. Tenendo presente che ogni forma di conoscenza umana si esprime attraverso l’uso di informazioni è facile prevedere che non ci sarà area dell’attività umana che non sarà coinvolta dalla tecnologia informatica. Potenzialmente qualunque forma d’attività umana può infatti essere modificata dal computer, dal lavoro allo sport, dall’arte all’educazione”.

Il futuro dei computer

L’interfaccia utente media i processi di acquisizione, manipolazione, navigazione, analisi, archiviazione, visualizzazione di dati e di condivisione di questi dati con altri. Per sfruttare adeguatamente questi processi le interfacce future saranno tridimensionali, dinamiche, virtuali, pervasive, uditive, guidate dai gesti e forse immersive.

Antonio Rizzo

Ovvero le prossime interfacce andranno sempre più nella direzione di adeguarsi alle modalità proprie dell’agire umano. Se nei primi anni di sviluppo del computer era l’uomo a dover apprendere modalità di comportamento nuove e bizzarre per poter usare il nuovo strumento, è ormai chiaro che le potenzialità enormi e difficilmente immaginabili del più potente artefatto cognitivo mai sviluppato dall’uomo sono perseguibili solo costruendo sistemi che si adeguino alle caratteristiche del sistema cognitivo umano e ne esaltino le potenzialità.

I nuovi strumenti renderanno possibili, agendo in modo spontaneo e creativo, risultati che avrebbero richiesto lunghi tempi di apprendimento”.

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