Sei un’idealista? Attento, potresti essere un idiota

Mi sono sempre considerato un idealista. E quando ne parlavo con gli altri mi piaceva vantarmene. Di fronte alla crisi di ideali di questa società ero orgoglioso di poter dimostrare di averne alcuni che cercavo di difendere strenuamente.

Poi ho letto il libro di Rich NormanThis New Day: Self Creation – The Wisdom of an Idiot” e ho dovuto ricredermi. Mi sono fatto un bell’esame di coscienza e ora se mi dicono che sono un idealista non mi pare più che sia un complimento. E preferisco confessare di non esserlo. Sono un idealista pentito.

Chissà se leggendo questo stralcio dal libro che ho citato sopra qualche idealista incallito come ero io farà dietrofront? (In cuor mio, mi auguro di no!)

C’è una parola ordinaria, un concetto quotidiano che sembra che serva ad elevare le persone, ma le degrada. Sembra esaltarle mentre le denigra: si chiama ideale.

Nella concezione comune un idealista ha il suo ideale, il suo preconcetto, il suo modo perfetto di interpretare il mondo con cui confronta tutto ciò che gli è sconosciuto per determinarne il valore.

Questa è l’essenza dell’errore: la generalizzazione, che non riesce sempre a sfruttare al meglio ogni caso specifico e dentro di sé porta anche elementi tossici.

Una persona che abbraccia il proprio ideale in un certo ambito diventa seducente. Potremmo perdonargli molti altri difetti ma senz’altro apprezziamo questa sua convinzione.

L’idealismo è semplice. Le persone e le situazioni sono complesse e hanno il loro significato nascosto nella contraddizione.

L’idealista spera di semplificare il mondo e diventa irriflessivo e automatico.

Quando viene spinto all’estremo, l’idealismo può produrre uno stato intransigente in cui l’ideale ha spazzato via ogni ragione e ridotto la visione e la capacità di ascoltare, fino a quando la vittima non sente nulla oltre il furioso scorrere del proprio sangue.

È diventato sordo. Il suo ideale ha raggiunto un apice febbrile e tossico. Ha sviluppato il cancro accecante che nasce dall’idealismo. Ha delle convinzioni sempre più solide. La sua chiusura mentale è diventata un punto di orgoglio, una virtù”.

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