Attenti al contagio da cellulare! Effetto Camaleonte

Sapete cos’è l’effetto “camaleonte”? Presto detto. E’ il bisogno di imitare gli altri anche senza rendersene conto. E’ quello che succede quando qualcuno guarda il suo cellulare. Subito, almeno la metà delle persone intorno a lui è spinta a prendere il proprio telefonino e a dare un’occhiata per vedere se ci sono novità. Un bisogno che non può essere controllato, un po’ come capita quando vediamo qualcuno che sbadiglia e anche a noi viene voglia di sbadigliare. Un vero e proprio contagio subliminale.

Uno studio italiano svolto presso l’Università di Pisa e pubblicato sul “Journal of Ethology” ha rilevato questo fenomeno, di cui tutti si erano già resi conto. Questo contagio, alla fine, ci rende molto simili ai nostri antenati primati: abbiamo l’istinto di copiare tutto delle persone che stanno intorno a noi, anche le espressioni facciali e la gestualità delle mani. Questo fenomeno di “mimetismo” potrebbe essere una cosa positiva perché in qualche modo aiuterebbe le persone a stabilire un legame tra di loro, avrebbe una funzione di socialità.

Elisabetta Palagi

Per quanto riguarda l’uso del cellulare, la studiosa Elisabetta Palagi, parlandone con la rivista “New Scientist” è più precisa. La ricerca, che ha coinvolto 88 donne e 92 uomini in varie situazioni di vita (al parco, al ristorante, sui mezzi pubblici, in sala d’attesa, ecc.) ha verificato quante guardavano i loro telefonini dopo che qualcun altro l’aveva fatto vicino a loro (sia familiari, amici, o estranei).

I risultati sono abbastanza sconvolgenti: il 50% delle persone è stata contagiata e ha guardato il cellulare entro 30 secondi dal momento in cui l’altra persona l’aveva fatto, premendo dei tasti o facendo scorrere il dito. Il bisogno di prestare attenzione al cellulare fa scattare la reazione mimica solo nel caso che chi lo fa abbia intenzione di controllare i messaggi. Se una persona tira fuori distrattamente il cellulare ma non accende lo schermo, la reazione mimica non si ha.

E questo fenomeno – se la cosa può consolarci (o preoccuparci) – ha colpito indistintamente tutte le persone coinvolte, al di fuori dell’età, del sesso, ecc.

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