Attenti al “quieto vivere”. Spunto da una mail di Susan Mazza

Quando non ci fidiamo delle persone con cui lavoriamo, può essere molto difficile essere leader. Quando manca la fiducia, cerchiamo di capire cosa vogliono “gli altri” e come possiamo agire insieme a loro senza avere troppi problemi. E siamo sempre sul “chi va là!”.

Quando non ci fidiamo dei nostri colleghi, è probabile che costruiremo una fortezza virtuale per difendere il nostro senso di responsabilità. Ancora una volta, l’obiettivo primario sarà proteggere noi stessi e il nostro territorio. Quando manca la fiducia, è più probabile che prevalga la paura… per evitare rischi e non uscire di strada.

Al contrario, quando abbiamo fiducia in noi stessi e negli altri (e gli altri la ripongono in noi), abbiamo il coraggio di affrontare le nostre paure per fare qualcosa di importante, perché la fiducia ci aiuta ad agire con coraggio. E’ la fiducia che rafforza il nostro coraggio di avere comportamenti da leader.

Il “quieto vivere” non è forse un “quieto morire”?

Susan Mazza

Questa connessione fiducia-coraggio torna in mente ogni volta che dobbiamo decidere se imporre la nostra idea, anche se l’altro con cui si sta lavorando non sembra d’accordo con noi, oppure fare marcia indietro e lasciar perdere, per un malinteso senso del “quieto vivere”.

È meglio “mantenere la pace” o impegnarsi affinché le nostre idee siano discusse anche a costo di una controversia?

In certi casi, potrebbe prevalere la decisione di opporre la minor resistenza possibile e “accontentare” tutti.

Ma, così facendo, siamo certi di svolgere il lavoro che ci si attende da noi?

Tuttavia, quando abbiamo fiducia nelle persone con le quali lavoriamo e siamo sicuri che loro si fidano di noi, il coraggio di farci avanti non può venire meno. La fiducia (e il coraggio) rendono il disagio del momento meno importante rispetto al raggiungimento del miglior risultato possibile.
Nessuno nega che sia difficile e scomodo farsi avanti in certi casi e che, al contrario, ci si senta frustrati ed esausti quando prevale il nostro bisogno di “mantenere la pace”.

E’ necessario controllare l’istinto di reagire quando le tensioni sono alte. Oltre a fidarsi degli altri, ci si deve anche fidare di noi stessi per rimanere concentrati su ciò che è meglio per il team (squadra, azienda) con cui si sta lavorando.

Bisogna assicurarsi di essere affidabili durante tutto il processo. Non è per niente semplice, ma quando lavoriamo con persone di cui ci fidiamo sarà sempre più semplice e più comodo. Il “quieto vivere” è una tattica utile e indolore se vogliamo rimanere esattamente dove siamo, ma se aspiriamo a ottenere di più insieme, ci troveremo sempre di fronte a un certo disagio.

La fiducia che costruiamo in noi stessi e nei nostri team sarà messa alla prova dagli stessi obiettivi e progetti che abbiamo il coraggio di accettare. Ogni volta che ci spingiamo oltre, mettiamo alla prova la nostra fiducia e abbiamo successo, il nostro patrimonio di fiducia cresce molto di più e questo ci darà la forza di essere pronti per la prossima sfida ancora più grande.

Quando sappiamo che qualcuno ci dà fiducia, è più probabile che parliamo, facciamo un passo avanti e difendiamo qualcosa che ci sta a cuore. Anche se la fiducia che l’altro ripone in noi non va mai tradita. Sta a noi controbilanciarla in modo equilibrato con il nostro senso di responsabilità.

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