Global Inclusion: nessuno escluso! Per contare tutti bisogna conta… minare

Ecco alcune considerazioni, tratte dal sito “HR on Line”, diretto da Paolo Iacci*, che vanno lette, approfondite e condivise il più possibile perché colgono in pieno aspetti fondamentali del cambiamento della società. Un cambiamento ormai irrinunciabile.

La contaminazione culturale è basilare se vogliamo continuare a lottare, a crescere, a correre, a vincere. In pista, nelle aziende, nel Paese. Noi veniamo da decenni di esasperato individualismo, dominato dalla convinzione che il benessere riguardasse solo il singolo. Improvvisamente la pandemia ci ha fatto ricordare, per dirla con Aristotele, che “se qualcuno pensa di poter fare a meno dell’altro o è Dio o è bestia”.

Il benessere come condizione individuale è impossibile. La nostra situazione di felicità e di benessere individuale è possibile solo all’interno di un contesto collettivo positivo.

Non è certo dalla somma di egoismi individuali che può scaturire il benessere comune.

Dobbiamo passare da un’economia votata solo all’individualismo e al consumismo finalizzato a se stesso a un’economia contributiva. Né la concorrenza nella versione liberale, né la protezione pubblica nella versione statalista possono bastare se non sapremo riconoscere che, per guardare avanti, è necessario tornare a impegnarsi tutti ad una produzione di valore. Un valore che non sia solo economico, ma insieme anche sociale, educativo, culturale, civico e così via. Le imprese più avanzate in questa visione hanno già assunto un ruolo di cittadinanza attiva.

L’americana Business Roundtable ci ha ricordato che alla base delle decisioni manageriali non vi può essere solo l’interesse degli azionisti, ma necessariamente anche quello dei clienti, dei dipendenti, della società civile e dell’ambiente sociale e naturale di riferimento. All’interno di questa visione la global inclusion già oggi non è più un’opzione possibile, ma una strada obbligata.


*Paolo Iacci, Presidente di Eca Italia e consulente di direzione, insegna all’Università Statale di Milano. E’ Presidente nazionale di AIDP Promotion (Associazione per la Direzione del Personale), Direttore scientifico del Master HR Executive del Sole 24 Ore, Presidente del Comitato scientifico di Parks.

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