Perdere il lavoro. Capita, ma bisogna reagire

Da “La fine del vantaggio competitivo. Ripensare la strategia per stare al passo con il mercato”, di Rita Gunther McGrath, per edizioni ROI.

Essere preparati alla fine del rapporto di lavoro significa molto di più che dare una rispolverata al vostro curriculum. Significa essere pronti a lanciare una campagna permanente per un impiego nuovo e migliore (o essere disposti ad avviare un’impresa o a fare consulenze). Prima di intraprendere questo passo, però, dovete affrontare la sfida emotiva di lasciarvi il passato alle spalle, tutto il ciclo del rimpianto per ciò che è stato, che di solito include emozioni come tristezza, rabbia, senso di perdita e cose del genere. Prendetevi un po’ di tempo per elaborare il lutto: è una cosa naturale.

Dopo esservi rimessi in sesto, il passo successivo sarà elaborare una strategia. Comincerei col mettere insieme una “cassetta degli attrezzi per chi aspira a trovare un lavoro”, come la chiama il consulente di carriere professionali Ford R. Myers. Secondo lui, questa cassetta degli attrezzi dovrebbe includere le seguenti cose:

          1. Un elenco scritto dei vostri successi professionali
          2. Una dichiarazione di posizionamento
          3. Una biografia professionale, cioè una storia della vostra
            carriera sintetizzata in una pagina e scritta in terza persona
          4. Una lista delle società per cui vi piacerebbe lavorare
          5. Le liste delle vostre reti di contatti
          6. Una serie di referenze professionali
          7. Lettere di referenze
          8. Un piano di networking
          9. Un sistema di monitoraggio
          10. Infine, un curriculum

Come potete vedere, prepararvi a fare la vostra mossa non è un’impresa facile, ma è indispensabile per riuscire a imprimere un cambio di rotta alla vostra carriera, quando i settori di attività in cui lavorate si trasformano. Ci sono molte risorse eccellenti, fra cui il sito web di Myers, che possono aiutarvi con i dettagli su come prepararsi a una transizione di carriera.

L’altro aspetto da tenere a mente, soprattutto in quei primi giorni difficili dopo la cattiva notizia, è che quasi tutte le persone che hanno finito per avere una carriera di grande successo hanno subito battute d’arresto, sono state licenziate o in generale hanno attraversato momenti difficili. J.K. Rowling perse il suo lavoro di segretaria ad Amnesty International perché invece di concentrarsi sulle sue mansioni sognava a occhi aperti un mondo di maghi: la liquidazione le fornì le risorse con cui sostentarsi mentre scriveva la saga di Harry Potter, che ebbe uno strabiliante successo. Michael Bloomberg venne licenziato dalla Salomon Brothers nel quadro di uno scontro politico e poi fondò la Bloomberg, che si è trasformata un impero mediatico; lui è diventato miliardario ed è stato eletto per tre volte sindaco di New York, mentre la Salomon Brothers non esiste più. Anna Wintour, la direttrice di Vogue, venne licenziata dal suo primo lavoro nel campo della moda perché era “troppo spigolosa”. Un produttore televisivo di Baltimora tolse a Oprah Winfrey la conduzione del telegiornale di prima serata, sostenendo che era “inadatta” per il lavoro. E si potrebbe continuare: è praticamente impossibile dire in anticipo come andrà a finire, perciò la cosa migliore da fare è imparare dalle passate esperienze e prepararsi per il futuro.

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