La prima impressione è importante, ma non trascuriamo l’ultima

Quanti libri sono stati scritti sul fatto che sia fondamentale fare una buona impressione quando incontriamo i nostri interlocutori per la prima volta? Una infinità. Pochi, però, si soffermano sull’importanza di fare anche una buona impressione quando l’incontro si conclude.

L’ultima impressione, infatti, è il risultato finale della interazione che si è avuta con una persona o un gruppo di persone. E questa impressione non è più solo la sensazione superficiale e a pelle che può provocare l’impatto iniziale. E’ il combinato disposto di sensazioni umorali a cui si aggiungono, con maggiore peso, valutazioni concrete e ben definibili che riguardano in modo importante anche la propria professionalità e competenza.

Le persone che lavorano bene sanno che non esistono interazioni “usa e getta”. Ogni volta che si instaura un rapporto con le persone con cui veniamo in contatto, queste si formano una impressione (un giudizio) sul nostro operato – anche al di là delle informazioni che trasmettiamo – che certamente è condizionato dalla prima impressione ma rafforzato o ridimensionato, anche completamente, nel corso del colloquio, fino a raggiungere una sintesi finale che definirà quale sarà il reale tipo di rapporto che si è costituito (se si è costituito). Ed è a questo punto – non prima – che scatta il giudizio che poi potrà costituire l’impressione definitiva.

  1. Lascia il tuo, o i tuoi interlocutori, con una impressione di chiarezza. Se le persone si allontanano da te senza sapere bene quello che cercavi di dire, non potrai pensare che si siano fatti di te un’idea corretta. Potresti apparire incerto, confuso, dubbioso. In ogni conversazione, quindi, cerca di attenerti al punto e assicurati che abbiano capito il tuo punto di vista.
  2. Non mancare mai di rispetto al tuo interlocutore. Anche in una questione, nella quale sia emerso un disaccordo, indipendentemente da chi alla fine avrà avuto o meno ragione, cerca di rispettare chi hai di fronte. E non aspettarti che avvenga il contrario. Il rispetto lo si conquista se per primi lo si dimostra nei confronti degli altri. Anche se questo può costare una certa fatica.
  3. Mostra per le persone con cui hai a che fare un sincero interesse, indipendentemente dal loro ruolo (subordinati, colleghi, clienti, fornitori, collaboratori). Si tratta di persone che hanno vite, interessi, passioni, famiglie reali. Se al termine del rapporto che hai instaurato con loro si renderanno conto che sono stati trattati con attenzione e stima, stai certo che avranno analoga considerazione nei tuoi confronti.
  4. Esprimi una tua impressione finale positiva sull’incontro (anche se la discussione può aver avuto momenti di tensione). E’ come se tu lasciassi un “promemoria”, un biglietto da visita “parlato” nel quale, con la massima sincerità, evidenzi quello che di buono hai ricavato da questa esperienza. E stai certo che questo non verrà facilmente dimenticato.

Se si utilizzano questi sistemi, si potrà avere un rapporto con gli altri positivo e soprattutto tale rapporto resterà aperto e potrà svilupparsi in futuro. E’ sempre meglio “non sbattere la porta alle nostre spalle”. In futuro, potremmo anche pentircene!

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