Il potere visto da un “relativista etico”

Claudio Bisio in “Father and Son”

Mi sento molto vicino alle considerazioni di Michele Serra nel suo libro “Gli sdraiati”, riproposto in teatro da Claudio Bisio, in un bel monologo di qualche anno fa, intitolato “Father and Son” con la regia di Giorgio Gallione.

Riportiamo alcuni passaggi significativi che, naturalmente, dedico ai miei figli.

Dicono che avresti avuto bisogno di un padre, del suo ordine ben costruito, ben strutturato, ben codificato così da poterlo fare tuo oppure combatterlo, e combattendolo diventare un uomo.

Non c’è argomento che mi metta più in difficoltà. Del padre ho alcune attitudini. Di tutte le tradizionali attitudini del padre: stabilire regole, disciplinare, punire, rimproverare, non sono un convincente interprete. Non sono per le punizioni esemplari e neppure per le punizioni blande. Le poche volte che cerco di riportare ordine e sottolineare regole, sento di avere il tono maldestro dell’improvvisatore, senza talento. Parlo e dubito di almeno metà delle parole che dico, a parte una ridottissima serie di precetti senza tempo e senza copyright, come “non uccidere”, “non rubare”.

Ovviamente in termini tecnici io sono il tipico relativista etico, di qui una totale incapacità di pronunciare certi no e certi sì belli tonanti, belli secchi, con quel misto di credulità e di boria che aiuta, e tanto, a credere in quello che si dice. Sono il tutore ondivago di un ordine empirico scritto in nessun libro, impresso in nessuna tavola delle leggi”.


Perché non ti basta un ordine che si trasmetta per seduzione non per costrizione? Perché non passa l’idea che l’ordine si può trasmettere da una simpatica chiacchierata e non dall’esercizio del potere? Un ordine fraterno e non paterno, tra simili, tra eguali, in un contagio democratico.

Ma non hai ancora capito che se non esercito il potere non è solamente per pigrizia – conta anche quella, ma non è così importante – è soprattutto perché al potere, così come si è strutturato, prima di te e di me, io non riesco più a credere e così non posso, imbrogliando me stesso, imbrogliare anche te.

Parlami sinceramente: preferisci avere davanti a te un padre che parla una lingua chiara ma non è la sua oppure uno che parla proprio la sua anche se non è chiaro quel che ca..o dice?

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