Intelligenza Artificiale ed economia non di scala

Hemant Taneja

Siamo propensi a condividere molte delle preoccupazioni di Hemant Taneja che nel 2018 ha scritto il libro “Unscaled” nel quale ha analizzato il passaggio da economia di scala a economia di non-scala o personalizzata, sottolineando la necessità di responsabilità, trasparenza e chiarezza nella realizzazione delle tecnologie di intelligenza artificiale.

Seguiamo il suo ragionamento che abbiamo schematizzato qui di seguito:

  1. Per la maggior parte del ventesimo secolo, la strada per il successo aziendale è stata l’economia di scala. Le tecnologie di quell’epoca, in settori come automotive, televisione, elettricità, telefono e informatica , hanno permesso alle aziende di svilupparsi producendo prodotti e servizi per una massa enorme di persone, dando origine ai mass media, ai mercati e alla produzione di massa. Le migliori aziende erano quelle che potevano con la produzione di scala ottenere un gran numero di prodotti per la maggior parte delle persone.
  2. Intorno alla metà degli anni 2000, si è iniziato a creare tecnologie in grado di capovolgere questa tendenza come lo smartphone, il cloud computing, i dispositivi IoT, i big data, l’intelligenza artificiale. È diventato sempre più possibile utilizzare la tecnologia per comprendere, trovare e servire piccole nicchie di consumatori o anche singoli consumatori e fornire prodotti e servizi costruiti appositamente per loro. La maggior parte delle persone preferisce un prodotto su misura e personalizzato a un prodotto di massa, quindi questi prodotti hanno decisamente più successo rispetto ai vecchi prodotti del mercato di massa, se il prezzo è giusto. Quindi, ciò che sta accadendo ora è l’opposto dei mercati e della produzione di massa e l’opposto delle economie di scala. Sono economie di non-scala o personalizzate.
  3. Questa dinamica ha demolito le industrie più vecchie e ha portato alla ribalta altre realtà. Facciamo l’esempio dei media: la TV di rete rivolta alle masse viene sostituita da servizi di streaming, on demand, ecc., che offrono ciò che desidera l’utente in base alle proprie abitudini e preferenze. Anche nel settore sanitario, la medicina del mercato di massa verrà sempre più integrata da servizi basati su cloud che riconoscono le condizioni di salute del paziente e sono in grado di adattare le cure alle sue specifiche necessità.

Quali conseguenze porterà il ridimensionamento dell’economia di scala, se non si procederà con la dovuta cautela? Anzitutto una riduzione drastica dei posti di lavoro, che già si può avvertire, ma soprattutto dei danni all’intera comunità, anche a livello etico e in particolare di crescita a dismisura delle disuguaglianze.

L’autore fa un esempio piuttosto allarmante. Le tecnologie mediche guidate dall’IA, dalla robotica, dalla genomica e dall’editing genetico hanno il potenziale per creare un divario biologico in cui i ricchi diventeranno più sani, più forti e più intelligenti mentre i poveri verranno lasciati sempre più indietro. Tali potenziali conseguenze indesiderate non sono ipotetiche e potrebbero produrre una società in cui non vogliamo vivere.

L’IA perciò deve essere controllata. Quando gli esseri umani costruiscono un’IA, non possono fare a meno di inserire negli algoritmi che determinano i vari programmi i loro pregiudizi, anche in modo involontario. Quindi, quando l’IA si diffonde a macchia d’olio nel mondo, può espandere in modo esponenziale anche tali pregiudizi.

Per quanto riguarda i lavori che vengono perduti a causa dell’IA, la preoccupazione non è minore. Un altro semplice esempio. L’IA porterà entro un ragionevole arco di tempo alla realizzazione di auto e camion con guida autonoma, lasciando senza lavoro milioni di autisti.

Taneja si sofferma inoltre su altri problemi che riguardano l’uso illegale e truffaldino delle “Deep Fakes” (manipolazione di filmati con personaggi pubblici o politici), o dei robot e droni armati, nel caso non improbabile che tali strumenti creati dall’IA possano essere in breve alla portata di chiunque e usati con la stessa facilità con cui oggi si realizzano dei video su YouTube. In questa prospettiva, se l’IA diventa amatoriale, ci si può aspettare una situazione di caos mondiale incontrollabile.

Altro problema più reale e immediato è quello che riguarda il monopolio. Il settore della tecnologia ha avuto sempre aziende molto potenti, pensiamo alla IBM e alla Microsoft. Ma mai come oggi il potere e la ricchezza sono concentrati in poche mani e hanno raggiunto livelli impensabili.

Pensiamo a Google, Facebook, Apple, Amazon. La tendenza alla concentrazione del potere in poche mani porterà a soffocare le start up innovative e favorirà da parte di questi colossi comportamenti sempre più spregiudicati per imporre regole e pratiche a loro vantaggio, anche se a danno della comunità.

Le leggi antitrust in vigore riguardano la protezione dei consumatori dalle truffe sui prezzi, il che è assurdo visto che molti dei servizi offerti sono gratuiti. L’antitrust dovrebbe svolgere invece una protezione di maggiore portata che riguarda l’innovazione e gli ecosistemi di business. Ma questo è un altro discorso.

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