Adulti adulterati. Non ci sono più i vecchi di una volta

Possiamo proprio ben dirlo. E forse è questo il dramma che danneggia soprattutto i più giovani. I vecchi che non vogliono essere vecchi, che non vogliono più invecchiare, che non vogliono pensare alla morte, cercando di confonderla con sistemi diversi, fingendo di restare giovani, non mollando il potere e le posizioni di privilegio che si sono guadagnati.

Così facendo si illudono di evitare il confronto con il tempo che passa, lo ingannano e si ingannano. E in più evitano di passare il testimone ai più giovani.

Qualcuno chiama queste persone adultescenti (adulti-adolescenti). In realtà, adulti non lo sono mai stati e sono passati dall’adolescenza alla vecchiaia direttamente, senza aver offerto ai propri figli (se ne hanno avuti) una prospettiva, visto che fino all’ultimo (respiro) non si vogliono mettere da parte.

Adulti non lo sono mai stati anche perché essere adulti significa dare vita a progetti che sia possibile lasciare a chi verrà dopo di noi, con consapevolezza e intelligenza. Non è adulto colui che ha invidia dei più giovani, chi teme il confronto con loro, chi lo ritarda di proposito, chi impedisce che si verifichi quel passaggio di consegne che sarebbe più che doveroso.

E allora i padri e le madri trovano più opportuno non incoraggiare i giovani verso progetti di vita e di apertura al futuro. Ipocritamente preferiscono convincerli che non vale la pena soffrire, rischiare, che è meglio non reagire, allinearsi al conformismo dilagante, che è comodo e non crea problemi, spingerli a evitare di pensare con la propria testa, allineandosi al politicamente corretto che annacqua tutto.

E i giovani cascano in questo tranello perché alla fine è comodo anche per loro e perdono di vista qualsiasi obiettivo possibile, si lasciano andare alla deriva, vivacchiando e stordendosi con musica, alcool, droga ecc. (Non tutti per fortuna!)

Dove sono i vecchi di una volta? Abbiamo bisogno di vecchi che facciano i vecchi e non che scimmiottino i giovani. Solo così le nuove generazioni potranno credere di più nelle proprie capacità, prendere coraggio e ribellarsi ad uno status quo deprimente. Perché il mondo ha bisogno dei giovani che sappiano scoprire, pensare, rimettere in discussione quello che gli adulti danno per scontato.

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