La meritocrazia secondo Michael Sandel

Michael Sandel

Come sappiamo, il Ministero dell’istruzione, con l’avvento del nuovo governo, è diventato Ministero dell’Istruzione e del Merito. L’aggiunta di quella parola “merito” è importante ma bisogna chiarire cosa si intende per merito.

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Le materie STEM e i giovani

Andrea Toselli

Perché la matematica e le scienze fanno tanto paura ai giovani? Cosa si può fare per avvicinare i più giovani a queste materie? PwC Italia ha organizzato un evento per riflettere su questo e altri temi collegati, dal titoloItalia 2023: Persone, Lavoro, Impresa” L’immaginario sulla scienza e le competenze del futuro. Questo è il primo di una serie di 8 incontri con esponenti del mondo delle istituzioni, della finanza e dell’impresa.

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Siate più risonanti!

Hartmut Rosa

La vita moderna è in costante accelerazione. Gli strumenti che ci permettono di risparmiare tempo hanno ormai raggiunto un enorme livello di sviluppo grazie alle tecnologie di produzione e comunicazione, eppure l’impressione di non avere abbastanza tempo non è mai stata così diffusa. In tutte le società occidentali, le persone soffrono della mancanza di tempo e si sentono in dovere di correre ancora più in fretta, non tanto per raggiungere un obiettivo, quanto per non perdere posizioni.

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Marchionne: fu vera gloria?

La litote del titolo del libro di Francesco Varanini, “Marchionne non è il migliore dei manager possibili”, (Guerini Next, €18,50) è anche un modo per evitare che chi legge, di fronte alla figura di Sergio Marchionne, di per sé parecchio divisiva, possa essere portato a schierarsi pregiudizialmente in polemica o in difesa del manager, senza affrontare una analisi il più possibile obiettiva del suo operato, considerato sia il tempo trascorso dalla sua scomparsa, sia gli effetti che ancora oggi persistono in relazione a certe sue scelte.

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Dalla retrotopia alla intopia

Michel Houellebecq

Insomma, sembra che non siamo più capaci di guardare al futuro. E questa constatazione all’inizio di un nuovo anno non è poi così tranquillizzante.

Dalla “Lettura” del Corriere del 4 dicembre scorso leggiamo una citazione che riguarda il famoso libro di Aldous HuxleyIl mondo nuovo” che viene descritto “come una specie di incubo totalitario”. Ma ci si chiede anche (è Bruno, il protagonista del libro “Le particelle elementari” di Michel Houellebecq, che lo fa) “se non sia tutta una ipocrisia”.

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Come sarà il nuovo totalitarismo? Ce lo dice Huxley

Aldous Huxley

Non esiste, ben inteso, alcuna ragione perché i nuovi totalitarismi somiglino ai vecchi. Il governo basato su manganelli e plotoni d’esecuzione, carestie artificiali, imprigionamenti e deportazioni di massa, è non soltanto disumano (cosa che oggi come oggi non preoccupa nessuno più di tanto), ma provatamente inefficiente e questo, in un’era di tecnologia avanzata, è un peccato contro lo Spirito Santo.

Uno Stato totalitario davvero “efficiente” sarebbe quello in cui l’onnipotente comitato esecutivo dei capi politici e il loro esercito di direttori soprintendessero a una popolazione di schiavi che ama tanto la propria schiavitù da non dovervi neanche essere costretta.

Far amare agli schiavi la loro schiavitù: ecco qual è il compito ora assegnato negli Stati totalitari ai ministeri della propaganda, ai caporedattori dei giornali e ai maestri di scuola.

Aldous Huxley, nuova prefazione a “Il mondo nuovo