Organizzazioni ad alta densità di relazioni nel libro di Paolo Iacci

Abbiamo già avuto modo di segnalare i pregi dell’ultima fatica di Paolo Iacci, “Il Fattore C”(http://ilmirino.it/2017/06/09/aspettando-colpo-fortuna-libro-paolo-iacci/). Ora vorremmo soffermarci su un passaggio del suo libro che ci sembra particolarmente importante perché introduce il tema dello sviluppo delle nuove tecnologie come elemento che potrebbe favorire un comportamento più corretto da parte delle imprese e, di conseguenza, una maggiore trasparenza e correttezza.

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I collaboratori si fidelizzano così. Col CRAP

A tutti piace avere soluzioni semplici. Pacchetti pronti di idee da applicare ai vari problemi di lavoro per risolvere situazioni complesse. Spesso sono solo trucchi psicologici per tranquillizzare la nostra coscienza, che contengono delle verità ma che, al di là della banalità della loro esposizione, nascondono cambiamenti e trasformazioni non certo facili da adottare.

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Comunicazione: gli altri ci ascoltano dopo il quinto tentativo

Una delle caratteristiche più importanti e riconosciute dei leader è la capacità di ascolto. Bisogna, però, essere sinceri: si fa molta fatica ad ascoltare e spesso prima di capire quello che ci viene detto passa del tempo. Anche il leader più disponibile non riesce a cogliere subito certi messaggi. Troppi possono essere gli elementi che confondono il messaggio o lo alterano, come certi “rumori di fondo” che finiscono per banalizzarlo e svilirlo.

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La CSR (Corporate Social Responsibility) anche nei romanzi

Wulf Dorn, autore de “Gli Eredi”, edito da Corbaccio

Consiglio di leggere il romanzo “Gli Eredi” di Wulf Dorn, Corbaccio Editore, una storia intrigante al limite della fantascienza ma tutt’altro che assurda, nella quale i bambini cercheranno di ribellarsi agli uomini per lo scempio che questi hanno fatto della natura e per la loro ipocrisia.

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Fare a pezzi il potere. Lo richiedono i tempi: cos’è l’olocrazia?

Alzi la mano chi di voi, almeno una volta nella propria carriera lavorativa, non ha detestato il proprio capo. Vuoi per una decisione ritenuta sbagliata vuoi per un atteggiamento, magari un po’ troppo arrogante o ingiusto. Adesso però arriva l’“olocrazia“, un nuovo modo di intendere il potere in azienda in cui il boss non c’è più.

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