Un leader gentile e coraggioso? Fatemelo conoscere…

E’ uscito recentemente per la collana Trend di Franco Angeli un libro di Andrea Bettini e Katiuscia Bertelli, intitolato “Sii gentile e abbi coraggio”. Un libro snello, simpatico, che in questo mondo dove spesso prevale l’arroganza e la maleducazione e il coraggio sembra (come sosteneva don Abbondio) che nessuno se lo possa dare da solo, appare piuttosto eccentrico.

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La cultura aziendale che roba è?

Come si fa a distinguere una buona cultura aziendale da una cattiva, dal punto di vista dei dipendenti? Questa è una domanda più complicata di quanto possa sembrare. La maggior parte dei leader concorda in linea di principio che la cultura aziendale è importante, ma non sempre (quasi mai) concorda con quella dei propri collaboratori.

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Conflitti tra i leader e i collaboratori: da dove vengono?

Quando si parla di autorità e controllo nella vita organizzativa e di conflitti tra il leader e i collaboratori nelle aziende, bisogna considerare che spesso non si tratta solo di differenze dovute alla comunicazione o agli stili di gestione, o più semplicemente a disaccordi decisionali.

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I leader devono avere una visione… infinita

Simon Sinek

Nei giochi finiti i giocatori sono noti, le regole fisse e l’obiettivo chiaro: si tratta di partite – come nel calcio o negli scacchi – dove chi vince e chi perde è facilmente individuabile. Nei giochi infiniti, invece, come il business, la politica o la vita, i giocatori vanno e vengono, le regole sono mutevoli e non c’è un obiettivo definito. Non ci sono vincitori e vinti, ma c’è solo chi va avanti e chi rimane indietro.

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Apprendimento in azienda. Aiutiamoci con il Peer Coaching

Cos’è il peer coaching? E’ un processo attraverso il quale due (o più) colleghi lavorano insieme per costruire e affinare le proprie competenze, per riflettere sulle loro esperienze e aspirazioni, per risolvere i problemi (anche minimi) che di volta in volta devono affrontare, per scambiarsi nuove idee, intuizioni in ambito lavorativo e apprendere vicendevolmente l’uno dall’altro.

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I leader sanno riconoscere i loro punti deboli?

Conosci te stesso. Il concetto risale al IV secolo prima di Cristo e si trovava in un’iscrizione sopra una colonna del Tempio di Apollo a Delfi. Un luogo sacro dove l’oracolo del dio emetteva le sue profezie interpretate dalle sacerdotesse, le famose Pizie. Il fatto che questa iscrizione – un vero e proprio invito a riflettere su sé stessi e sul proprio destino – si trovasse lì è come se si fosse voluto dire: ascolta pure le profezie della divinità ma prima di tutto guardati dentro e cerca di capire come e perché agisci in un certo modo. Perché da questo esame interiore, soprattutto, dipenderà il tuo futuro.

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Attenti al “quieto vivere”. Spunto da una mail di Susan Mazza

Quando non ci fidiamo delle persone con cui lavoriamo, può essere molto difficile essere leader. Quando manca la fiducia, cerchiamo di capire cosa vogliono “gli altri” e come possiamo agire insieme a loro senza avere troppi problemi. E siamo sempre sul “chi va là!”.

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Tra assenteismo e presenteismo. Prendersi le proprie responsabilità

Bisogna avere il coraggio di dire che chi non si prende la responsabilità del proprio lavoro in questi tempi è un incosciente. In una situazione complessa e difficile come quella che stiamo vivendo a causa della pandemia, riteniamo che qualsiasi lavoratore, a qualsiasi livello, non possa esimersi dal prendersi la responsabilità di quello che fa. Anche se la sua è una attività che può apparire meno strategica e importante di altre.

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La matrice di von Manstein: meglio un intelligente pigro che uno stupido attivo!

Generale Erich von Manstein

Chi era il generale tedesco von Manstein? Era un ufficiale molto ascoltato da Hitler a cui si deve, tra l’altro, la cosiddetta “Blitzkrieg”, la guerra lampo. Partecipò alla spedizione tedesca in Russia e si comportò bene, essendo l’unico comandante a resistere alla controffensiva dell’Armata Rossa, con la tattica della “difesa fluida”.

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