Nel 2021 i leader dovranno essere coraggiosi, modesti, curiosi e responsabili

Guidare un’azienda in un futuro così incerto come quello che si prospetta nel 2021 non è per i mansueti. Ma non è nemmeno per gli arroganti, i testardi o gli ipocriti. Abbiamo bisogno di gente coraggiosa, ma abbiamo anche bisogno di persone modeste, curiose e responsabili. I leader dovranno impegnarsi non solo nell’ambito delle aziende che guidano ma anche nella salute, felicità e prosperità del pianeta e di coloro che lo abitano. Il lavoro dei leader, in un mondo così segnato da sconvolgimenti e minacce, non sarà mai più difficile né più importante di quello che ci aspetta in futuro. Spero che tutti i leader sapranno affrontare questa sfida.

Paul Michelman è redattore capo di MIT Sloan Management Review

Per innovare: mai dimenticare il cliente!

Diciamo spesso che “il cliente è al centro del business” ma non sempre questa affermazione di principio, oggi ormai generalmente condivisa, viene messa in pratica. Non solo nel rapporto quotidiano di vendita ma anche a monte, quando un’impresa pensa all’innovazione. E questo può provocare danni incredibili.

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Le aziende verso l’apprendimento di scala

Nonostante la premessa – che fino a poco tempo fa poteva sembrare ovvia – che la tecnologia avrebbe semplificato il lavoro delle aziende, in realtà non sembra che ciò stia avvenendo. Siamo di fronte a una crescente complessità, aggravata da fattori esogeni che non erano previsti, come la pandemia, e le imprese si trovano a dover affrontare cambiamenti sempre più rapidi e imprevedibili.

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Eccellenza nelle aziende solo se si supererà la gerarchia

Uscirà il prossimo anno un libro di Brian Strobel – consulente organizzativo in ambito pubblico e privato – intitolato “Pursuing Excellence: A Values-Based, Systems Approach to Help Companies Become More Resilient” (Perseguire l’eccellenza: un approccio sistemico, basato sui valori, per aiutare le aziende a diventare più resilienti), Editori Taylor and Francis.

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Lavoro e storia: alienazione o realizzazione di sé

Qualche nota storica, senza presunzione di approfondire temi troppo grandi per le nostre forze. Ci limitiamo a riportare a ruota libera alcune affermazioni sul lavoro e sul taylorismo da Lenin a Gramsci, lasciando ai lettori eventuali approfondimenti.

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10 domande per capire se vale la pena o no seguire un leader

Segnaliamo volentieri un contributo di Kathy Caprino, scrittrice, collaboratrice di Forbes, ed esperta di formazione, in particolare nei confronti delle donne in carriera.

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Colpa e responsabilità. La differenza è fondamentale

Devo confessare che non mi piace dare la colpa a qualcuno per un errore che ha commesso. Non mi piace trovare difetti agli altri e, peggio ancora, sbatterglieli in faccia. Credo, però, in modo convinto che sia necessario, ove possibile, assegnare delle responsabilità e che, quindi, sia giusto che le persone che se le sono assunte possano essere ritenute responsabili dei loro errori.

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Fingiamo di sapere, sapendo di fingere

Alla fine, dobbiamo riconoscerlo, sappiamo ben poco. L’unica cosa sicura è che abbiamo bisogno degli altri per vivere. Bisogna ricordarsene sempre.

Il rapporto tra l’uomo, il lavoro e la competenza non è così semplice come si può pensare. Partiamo da un esempio che dovrebbe chiarire le cose.

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Daniela Bandera. Alle donne non manca l’autostima, manca il riconoscimento. (Seconda parte)

Nella seconda parte del suo intervento, Daniela Bandera – Sociologa delle organizzazioni e del lavoro, Amministratrice Delegata di Nomesis – Intelligence for solutions e Presidente Nazionale di EWMD Italia – European Women’s Management Development – si pone alcune domande sul ruolo delle donne nel loro percorso di emancipazione.

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