Holacracy. Come superare la gerarchia

Il magazine “HR On Line”, edito dall’AIDP, l’Associazione Italiana Dirigenti del Personale, ha pubblicato l’articolo che segue che ho realizzato, recensendo il libro di Brian J. Robertson sull’Holacracy.

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Se la solidarietà viene meno è anche colpa delle imprese?

Pierre Rosanvallon

In passato, il meccanismo produttivo classico favoriva la creazione di aggregazione tra i lavoratori. Prendiamo ad esempio la catena di montaggio dove individui diversi erano obbligati a compiere le stesse azioni. All’impresa non interessava l’individuo in sé ma la sua forza lavoro che doveva essere impiegata secondo regole e ritmi ben stabiliti.

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Lavoro e vita: esisterà ancora una vita “privata” o dobbiamo dimenticarcela?

Il problema su cui ci vogliamo soffermare è il rapporto lavoro/vita. Come abbiamo visto, la società digitale rende possibile il controllo capillare sui lavoratori anche da remoto. Il lavoro diventa in questo modo ubiquo senza tempo e senza luogo. Un lavoro alla fine astratto dalla realtà.

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… e liberaci dalla gerarchia. Lasciare ai dipendenti la libertà di prendere decisioni in piena autonomia

Il mercato, secondo le idee di Adam Smith, è un’istituzione necessaria per la democrazia e la libertà e uno strumento per costruire relazioni sociali, anche se non può essere definito un luogo di relazionalità, a meno che tali relazioni non siano strettamente strumentali, cioè finalizzate al solo scopo di far funzionare il mercato.

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Mettere al centro le persone, per rilanciare le aziende

Negli ultimi anni nell’organizzazione delle imprese la logica gerarchica tradizionale sta subendo duri colpi. Controlli continui, regole, iter burocratici farraginosi sono diventati sempre più inconciliabili con l’idea di riconoscere alle persone che lavorano nelle aziende fiducia e rispetto, con l’intento di favorire in ognuno il proprio senso di responsabilità, autonomia, spirito collaborativo.

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