Mobilità sociale: quasi una favola…

La famiglia Trump

Chi crede nel capitalismo e nella libera iniziativa è convinto, in buona fede (?!), che una persona può avere successo e diventare ricco grazie alle proprie capacità: perché è intelligente, innovativo, lavora sodo, sa esprimere le proprie doti nel modo migliore ed è in grado di sfruttare al massimo le opportunità che gli si presentano.

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Il capitalismo: la società dei rottweiler

Chi ha una certa età – diciamo sui settant’anni – non può dare una valutazione obiettiva del capitalismo. Ricorda vagamente (perché era piccolo) la crisi del dopoguerra ma non può non entusiasmarsi ripensando all’epoca della ripresa, al boom economico, al clima di entusiasmo di quegli anni, ai miglioramenti concreti nella vita di ogni giorno, alle speranze per un futuro sempre migliore. Un figlio di operaio (come il sottoscritto) ha potuto frequentare l’università e aspirare a un lavoro più qualificato, ben retribuito, tranquillo anche dal punto di vista pensionistico.

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Le ideologie? Non esistono più. Festeggiamo o resettiamo?

E’ davvero così? Le ideologie non esistono più? La nostra è una società libera da ogni forma di ideologia? Siamo sicuri? E siamo contenti di questo? In realtà, gli “ismi” ci hanno fatto sempre paura. Nascondono qualcosa di pericoloso e totalizzante. E quando qualcosa è totalizzante riduce, fino ad eliminarla alla radice, qualsiasi libertà di giudizio.

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La crisi impone che le imprese chiariscano i loro obiettivi

Larry Fink

Questo che stiamo attraversando con la pandemia del Covid-19 è un momento difficilissimo per tutte le aziende. Ma è anche il momento in cui le imprese al loro vertice devono fare un esame di coscienza e porsi alcune domande fondamentali: perché esiste la nostra organizzazione? quali sono le principali esigenze che dobbiamo soddisfare e chi sono le persone alle quali ci rivolgiamo in particolare?

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Coronavirus: è possibile un capitalismo diverso?

Mariana Mazzucato

Riportiamo, da un articolo apparso qualche giorno fa sul “Guardian” (18 marzo), alcuni spunti ripresi e sintetizzati da un’intervista con Mariana Mazzucato, professore di economia all’University College di Londra e autrice di “The Value of Everything”.

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Il capitalismo sull’orlo di una crisi di nervi?

Obama in un discorso al Business Roundtable nel dicembre 2012

Diversi segnali stanno a dimostrare che è in corso un’autocritica del modello liberista proveniente dal suo interno che mette in discussione, o così sembrerebbe, i fondamenti che lo costituiscono, prima di tutto l’attenzione a massimizzare i profitti e il valore per gli azionisti.

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Gaetano Salvemini, a sessant’anni dalla morte. “Uomo: pecora, cane, lupo e suino”

Abbiamo perso gli ideali, non abbiamo punti di riferimento. Nella nostra epoca tendiamo a dimenticare, anche gli spiriti liberi che ci possono fornire qualche lume circa una possibile visione alternativa alla società di oggi che possa in qualche modo cambiare la deriva arida e priva di approdi alla quale sembra sia orientata. Gaetano Salvemini è un personaggio che può fornire ancora qualche spunto valido e utile.

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La disuguaglianza: è giusto che ci sia o va combattuta?

L’economista Ludwig von Mises

Crediamo che alla fine sia questa la domanda fondamentale che si deve porre alla gente perché la sua risposta è tutt’altro che scontata. Molti pensano che sia giusto che esista perché è intrinseca al carattere dell’uomo. Altri la pensano diversamente. Cominciamo da chi crede che la disuguaglianza abbia una sua ragion d’essere.

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