Come è fragile la comunicazione ai tempi del Covid!

Dopo la pandemia la comunicazione è diventata più difficile. I leader devono saper comunicare sempre di più e sempre meglio, eliminando quanta più ambiguità possibile nei loro scambi con i collaboratori, a cominciare dalle e-mail, per le quale i destinatari non hanno la possibilità di ascoltare quale sia il tono del mittente.

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La nuova normalità dopo la pandemia

Da qualche tempo, si parla di fase 2 per il Covid-19. Quasi tutti pensano di esserci arrivati. Ma la fase 1 – quella dello shock iniziale, dell’emergenza, delle decisioni prese al volo e “senza rete” – non possiamo dire purtroppo che si sia davvero conclusa per tutte le aziende.

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La crisi spinge le imprese verso obiettivi di utilità pubblica e sociale

La pandemia ha fatto scattare una mentalità diversa, quella della “scarsità”. Cioè ha sviluppato nei vertici delle aziende e nei dipendenti delle abilità nuove che partono dal bisogno di semplificare e riutilizzare in modo ingegnoso e creativo i prodotti e le risorse già esistenti, modificando, se è il caso, le stesse finalità produttive originarie, per raggiungere obiettivi di utilità pubblica e sociale più urgenti e più importanti.

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Stefano Zamagni (3): vaccini, sviluppo umano integrale e speranza

Ecco la terza e ultima parte dell’intervento del professor Stefano Zamagni. Chi volesse consultare il testo integrale può farlo cliccando direttamente qui.

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Stefano Zamagni (2): i 5 punti qualificanti di un progetto trasformativo

Ecco la seconda parte dell’intervento del professor Stefano Zamagni. Chi volesse consultare il testo integrale può farlo cliccando direttamente qui.

Quali sono i punti qualificanti di un progetto trasformativo?

Ne indico cinque, non certo perché siano gli unici, ma perché ritengo siano quelli più urgenti. Comincio dalla deburocratizzazione.

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Stefano Zamagni (1). Covid-19: mai dimenticare l’umiltà e la prudenza

Stefano Zamagni, economista e professore presso l’Università di Bologna

Cosa succederà dopo la pandemia? Si va da chi pensa che tutto tornerà come prima e chi ritiene che niente sarà più uguale al passato.

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Il timore reverenziale (AWE) può aiutarci

La pandemia che ci ha colpito rappresenta per tutti un’esperienza terribile. E’ facile sentirsi demoralizzati e intimoriti di fronte a un evento di tale portata, sia per la sopravvivenza propria e dei propri cari sia per il proprio futuro, viste le difficoltà economiche alle quali inevitabilmente andremo incontro.

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Contro il Coronavirus, l’umanocrazia in azienda

La pandemia è destinata a cambiare le nostre vite – lo sentiamo dire spesso in questi giorni – ma anche il modo in cui gestiremo le nostre aziende dovrà essere modificato. Adesso è arrivato il momento di farlo sul serio. Anche perché, se non lo faremo, difficilmente la maggior parte delle aziende potrà riprendersi da una crisi del genere.

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L’attuale crisi non è come una maratona

Becky Robinson è fondatrice e CEO di Weaving Influence, un’azienda che si occupa di marketing digitale allo scopo di aiutare i clienti a comprendere i propri obiettivi, identificare il pubblico al quale rivolgersi, trovare lo stile di comunicazione più adatto. E’ sportiva e appassionata di maraton: ne ha corse diverse negli ultimi anni, a livello agonistico, ma non è d’accordo nel paragonare la pandemia a questo tipo di corsa.

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