Innovare nella società e in azienda per evitare di essere… stupidi

Sotto certi aspetti la pandemia e, ora, anche la guerra servono a scuotere dalle fondamenta certi atteggiamenti da parte di alcuni manager a non farsi domande di ampio respiro, a rimanere ottusamente concentrati su speculazioni contingenti, incapaci di correlare i dati rispetto a un insieme più ampio e articolato di avvenimenti.

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Creatività vo’ cercando

Larry Robertson

Ad ogni piè sospinto si parla di creatività. Come se fosse facile creare qualcosa nel mondo oggi. Certo, forse non sarà facile ma le occasioni per farlo ci sono e sono tantissime. Non è necessario fare invenzioni epocali, basta, in certi casi, fare piccole innovazioni, modeste modifiche, trovare idee nuove, guardare il mondo da un’altra angolazione, con occhi diversi, col gusto un po’ impertinente e dispettoso che spesso hanno i bambini di uscire dall’ovvio e dal consueto, senza temere la critica, o i giudizi negativi di chi ci sta intorno.

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Soft skills e sapere umanistico

La grande enfasi che i numerosi corsi destinati a manager di alto livello riservano alle soft skills è ormai un dato di fatto inequivocabile. Si parla, quasi esclusivamente di intelligenza emotiva, di qualità delle relazioni umane, di sviluppo personale, ecc.

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Introversi: avere il tempo di ricaricare le “batterie sociali”

Chi ha la responsabilità di guidare i propri collaboratori (che noi definiamo per brevità leader) deve essere sempre disposto e pronto a parlare con loro. Questo è un dato di fatto. Purtroppo, se chi ha questo compito è un introverso la cosa può risultare più difficile perché da parte di quest’ultimo c’è maggiore riluttanza a esprimersi.

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Come e dove trovare il pensiero creativo

Tutti vorremmo essere più creativi. E’ sbagliato pensare che sia una dote riservata solo agli artisti o a chi per lavoro, per professione, ogni giorno è obbligato a realizzare qualcosa di nuovo. La creatività è una capacità che abbiamo tutti, chi più, chi meno, ma è necessario poterla sviluppare perché fa parte del nostro essere e ci aiuta ad agire in qualsiasi circostanza con più profitto. E, cosa non meno importante, ci consente di vivere meglio, con maggiore soddisfazione.

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Perché rinunciamo ad usare la memoria?

Il nostro cervello si è evoluto per essere efficiente con i ricordi e non per ricordare tutto quello che viviamo. Altrimenti finiremmo per impazzire. Archiviamo parti importanti di eventi, cose di cui potremmo aver bisogno o fatti più importanti di altri. Tutto ciò che non è importante scompare, non viene memorizzato. Durante la notte la corteccia se ne libera, rimuovendo tutto ciò che non è etichettato per essere conservato.

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Perché non siamo abbastanza “serendipici”?

Perché in genere siamo tutti afflitti da “fissità funzionale”. Spieghiamo il concetto con una frase ad effetto: “Se hai un martello, tutto sembra un chiodo!”. Cioè, quando si è abituati a usare una strategia, uno strumento o una soluzione particolare sempre nello stesso modo abbiamo grande difficoltà a immaginare cose nuove o sistemi diversi di fare le stesse cose. Siamo bloccati, limitati.

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La serendipità: un aiuto per le aziende nei momenti difficili

Percy Lebaron Spencer

Nel 1945, durante la guerra, un tecnico, Percy Lebaron Spencer, lavorava ai radar per intercettare aerei nazisti. Era vicino a un magnetron, una valvola termoionica, quando si rese conto che una barretta di cioccolato che aveva in tasca si stava sciogliendo. Questo effetto lo incuriosì anche perché faceva freddo e non vi era ragione che il cioccolato si sciogliesse. Fece allora diversi esperimenti rendendosi conto che era il campo magnetico ad alta densità del magnetron ad avere questi effetti, che potevano essere diretti anche ad altri alimenti come popcorn, uova, ecc. Era nata l’idea del primo microonde. E il merito era della serendipità.

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Jurgen Appelo. Nel suo nuovo libro vince l’agility organizzativa

Un lemming

Perché è utile leggere il libro di Jurgen AppeloPartire, Scalare, Fallire edito da Franco Angeli, 30 euro. Ci sono diverse ragioni ma per me la principale è che Appelo è un tipo simpatico. Io l’avevo scoperto qualche anno fa leggendo una sua recensione molto critica nei confronti di alcuni manuali di grande successo riservati ai manager. Posizione che mi sentivo e mi sento di condividere in pieno. La riporto qui sotto.

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