Riflessioni sulla vecchiaia

Simone de Beauvoir

Sono stato costretto a ripensare alla vecchiaia dopo lo scambio di opinioni apparso ieri con la nostra lettrice.

Non è facile né naturale prendere atto della vecchiaia che avanza. E la società non fa nulla per rendere questo processo meno doloroso. E’ tragicamente vero. Anche chi lucidamente sa che non può sfuggire alla legge dell’invecchiamento né può illudersi di essere immortale, deve consapevolmente prendere atto di quello che prima o poi dovrà verificarsi.

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Guai alla conoscenza fine a sé stessa

Mi piace riportare una frase di Georges Canguilhem (1904-1995) che ben si adatta al comportamento di tutti coloro che fanno sfoggio di cultura, ma che alla fine non ci dicono nulla di utile per dare un senso vero alla nostra vita, per comprenderne il valore, per cercare di migliorare noi stessi e il mondo che ci sta intorno:

Sapere per sapere non è per nulla più sensato che mangiare per mangiare, uccidere per uccidere o ridere per ridere; si tratta, infatti, a un tempo, di un’ammissione che anche il sapere deve avere un senso e di un rifiuto di trovare ad esso un senso diverso da lui stesso”.

A difesa della libertà di pensiero e della cultura nelle biblioteche e nei musei

Al World Economic Forum del 2018 George Soros ha espresso la preoccupazione per il pericolo che corriamo lasciando il controllo della nostra cultura digitale nelle mani di persone che non hanno responsabilità di cittadinanza:

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