Attenti al fascino discreto del “vittimismo”

Passare per “vittime” in qualsiasi circostanza – compresa la guerra – dà prestigio, impone l’ascolto da parte degli altri, favorisce la commiserazione e l’autocommiserazione, promuove il riconoscimento, conferisce uno status, attiva la solidarietà, permette di giudicare in modo assolutamente negativo e senza alcuna attenuante chi ha aggredito, liberando nel contempo la vittima da qualsiasi colpa.

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