Scambio di opinioni sulla concorrenza atomistica con il prof. Paolo Legrenzi

Ci sembra corretto e onesto rendere partecipi coloro che seguono il blog anche degli scambi “privati” di opinione che abbiamo con i nostri corrispondenti. Abbiamo avuto uno scambio di pareri con Paolo Legrenzi, Professore emerito di psicologia dell’Università Ca’ Foscari – Venezia e Presidente del comitato scientifico di X-ITE, centro di ricerca LUISS.

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Dalla compassione al riconoscimento dell’ingiustizia

Didier Fassin

L’aspetto esclusivamente chimico/biologico che abbiamo visto nel precedente articolo, non basta per valutare un essere umano. Ci sono altre componenti che non vanno trascurate ma di cui spesso non teniamo conto.

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Mobilità sociale: quasi una favola…

La famiglia Trump

Chi crede nel capitalismo e nella libera iniziativa è convinto, in buona fede (?!), che una persona può avere successo e diventare ricco grazie alle proprie capacità: perché è intelligente, innovativo, lavora sodo, sa esprimere le proprie doti nel modo migliore ed è in grado di sfruttare al massimo le opportunità che gli si presentano.

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La disuguaglianza è l’ideologia del pensiero neoliberista?

Un brano tratto da: “Cittadinanza sociale, trasformazioni sociali, crisi globale” di Fabio Perocco.

Il pensiero neoliberista ha prodotto una vera e propria ideologia della disuguaglianza, che è penetrata a fondo nei processi culturali delle società occidentali ed è diventata un importante principio ispiratore delle politiche pubbliche, del senso comune, del linguaggio quotidiano, dell’interazione sociale quotidiana.

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Disuguaglianza sociale: quanto male fa?

Ci fa piacere segnalare un bel libro che vi invitiamo a leggere in questi periodi di lockdown (seppure ridotto) e di preoccupazione per la crisi, sanitaria ed economica, che ha colpito il mondo. Riguarda il nostro rapporto con il fallimento. Si intitola “Alternative” di Sebastiano Zanolli. Con un sottotitolo molto esplicativo. “Aspira al meglio, preparati al peggio e tieni sempre pronto un piano B”, ROI Edizioni.

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Il coronavirus potrà ridurre le disuguaglianze? Attenti all’effetto San Matteo

Franklin Delano Roosevelt

Walter Scheidel della Stanford University ha scritto il libro “La grande livellatrice: Violenza e disuguaglianza dalla preistoria a oggi” – Mulino editore, 2019 – nel quale svolge una attenta indagine sull’intero arco della storia umana, arrivando a un risultato sconvolgente e cioè che ci sono solo quattro cose che possono ridurre la disuguaglianza tra le persone:

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La meritocrazia legittima la disuguaglianza?

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Stabilire come e dove si possa applicare la meritocrazia e, soprattutto se sia necessario farlo, non è cosa facile. Da un certo punto di vista, anche le imprese e i mercati non sono ambienti meritocratici, come sostiene il prof. Luigino Bruni (Università Lumsa), perché le scelte avvengono sulla base di informazioni ex ante mentre i risultati dipendono in buona parte da eventi ex post imprevisti e imprevedibili.

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La disuguaglianza: Tony Atkinson e le sue proposte per contrastarla

L’economista britannico Sir Anthony B. Atkinson

E’ morto all’inizio di quest’anno un economista che nella sua vita ha cercato di capire in che modo possa essere misurata, analizzata e contrastata la povertà e la disuguaglianza, Tony Atkinson. Ha insegnato nelle università di Londra, Essex, Cambridge ed Oxford e alla London School of Economy ed è stato direttore del Journal of Public Economics, oltre a presidente di diverse Accademie. Ha scritto molto su questa tematica: tra i suoi libri più significativi “Public Economics in Action” e “Disuguaglianza. Cosa si può fare?”.

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L’invidia sociale: sentimento da combattere ma senza perdere di vista il senso di giustizia

Siamo davvero un popolo di invidiosi? Siamo davvero incapaci di giudizi obiettivi e pronti a criticare chi riesce ad emergere, anche ricorrendo a critiche o accuse spesso pretestuose? Sembrerebbe proprio così perché ce lo dicono anche recenti statistiche.

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La disuguaglianza: è giusto che ci sia o va combattuta?

L’economista Ludwig von Mises

Crediamo che alla fine sia questa la domanda fondamentale che si deve porre alla gente perché la sua risposta è tutt’altro che scontata. Molti pensano che sia giusto che esista perché è intrinseca al carattere dell’uomo. Altri la pensano diversamente. Cominciamo da chi crede che la disuguaglianza abbia una sua ragion d’essere.

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