Le differenze tra introversi ed estroversi: vi ritrovate?

Gli introversi tendono a: Gli estroversi tendono a:
avere una forte carica interiore ma a sentirsi condizionati dalle persone ricavare una forte carica dall’interazione con le persone
avere un ‘sé interiore’ e un ‘sé esteriore’, quella che si può definire personalità multistrato avere una personalità a un solo livello; si comportano allo stesso modo in pubblico e in privato
avere bisogno di una certa privacy essere aperti e fiduciosi
formulare mentalmente il loro pensiero, prima di parlare pensare ad alta voce
non amare essere al centro dell’attenzione avere piacere ad essere al centro dell’attenzione
imparare osservando piuttosto che facendo imparare facendo
essere a disagio con i cambiamenti sentirsi a proprio agio rapidamente nelle nuove situazioni
avere qualche amico molto intimo, piuttosto che un’ampia cerchia di amicizie occasionali fare amicizia facilmente e avere un sacco di amici
avere una grande capacità di concentrazione essere facilmente distratti
essere riflessivi essere impulsivi
non amare essere inseriti in grandi gruppi e, nel caso, assumere un atteggiamento defilato e poco partecipativo trovarsi a loro agio nei grandi gruppi e pronti ad assumersi dei rischi

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Sei un introverso? Potresti essere un genio

Una delle accuse che spesso si fanno agli introversi è quella di essere sempre troppo assorti nei loro pensieri, con la mente rivolta altrove, un po’ distratti, poco presenti. Vi riconoscente in questa descrizione?

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Il leader introverso: una grande risorsa

Molti studiosi hanno smentito l’idea che per diventare leader di successo occorra essere per forza estroversi. Si veda, ad esempio, la nuova edizione del libro di Jennifer B. Kahnweiler, “The Introverted Leader”. L’autrice, a un certo punto, afferma: “Con i grandi problemi che le organizzazioni devono affrontare ogni giorno, sarebbe un errore non riconoscere né utilizzare le risorse di metà della popolazione, che manifesta caratteristiche di introversione, valorizzando adeguatamente le enormi potenzialità di cui queste persone possono disporre”.

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L’abilità dell’introverso nel gestire le persone. La favola del vento e del sole.

I leader estroversi per spingere i propri collaboratori a ottenere risultati soddisfacenti nel loro lavoro, mettono in mostra tutto il loro entusiasmo, tutta l’esuberanza del proprio carattere, che in certi casi può anche trasformarsi in aggressività. La loro azione si fa talora “martellante” e i collaboratori finiscono per sentirsi “chiodi” sulla cui testa di volta in volta si abbatte il martello del comando.

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I giovani e i social network: la voglia infinita di uniformarsi

GiovaniGli scienziati americani dell’Università della California a Los Angeles hanno effettuato un interessante esperimento sui “nativi digitali”, cioè ragazzi tra i 13 e i 18 anni, che sono stati sottoposti a risonanza magnetica per verificare in tempo reale le loro reazioni durante l’utilizzo di social network.

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I leader del passato erano introversi. Perché oggi il modello prevalente è un altro?

Aldo Moro
Aldo Moro

Dopo il precedente nostro articolo con il quale abbiamo sostenuto che anche gli introversi possono diventare dei buoni leader, forse, migliori di altri, abbiamo chiesto al prof. Luigi Anepeta, psichiatra critico, esperto in psicoterapia dinamica, di fornirci indicazioni su questo tema. Perché gli introversi fanno fatica a trovare un loro spazio in questa società? Ecco le sue risposte.

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