Ci metto la faccia. Ma quale faccia?

Forse tra un po’ potremmo togliere le mascherine. Finalmente, dirà qualcuno. Altri, magari non saranno poi così contenti. Abbiamo trascorso un lungo periodo in cui gli occhi, lo sguardo, sono diventati i più importanti come mezzo espressivo, dopo le parole filtrate dalla garza, e d’altra parte si dice che gli occhi sono lo specchio dell’anima. Verissimo, ma fino ad un certo punto.

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L’inclusione in azienda e il tokenismo

La cultura dell’inclusione in azienda non è facile da perseguire. Non si tratta semplicemente di impedire comportamenti irriguardosi, insolenti, evitare mini aggressioni o vere e proprie emarginazioni . Si tratta di creare una diffusa mentalità che parta dal rispetto dell’altro e delle sue differenze individuali e riesca a coinvolgere ogni persona presente nell’organizzazione, ad ogni livello. E’ evidente che l’esempio più determinante è quello che arriverà dall’alto.

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Fare i complimenti è bello quanto riceverli

Cosa c’è di più piacevole che ricevere dei complimenti per qualcosa di buono e di bello che abbiamo fatto? E’ una soddisfazione che riempie il cuore, sempre ma soprattutto se si tratta di elogi sinceri e se chi ce li fa è una persona che stimiamo.

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La leadership “antirisonante”

Il problema principale di un leader “antirisonante” nasce proprio dal fatto che lui non si reputa alla pari delle altre persone che stanno intorno a lui o che lui ha il compito di guidare. Questo tipo di leader si ritiene ben al di sopra di loro.

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Giudicare senza misericordia. La casistica come ipocrisia

Papa Francesco qualche tempo fa ha detto: “Signore che io sia giusto, ma giusto con misericordia!”. Lo ha detto perché l’uomo deve evitare di cadere nell’inganno ipocrita della casistica, della logica del “si può e non si può”. E quelli che ragionano così, Gesù li definisce ipocriti. Perché la casistica è ipocrisia.

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Sottili Atti di Esclusione (SAE), microaggressioni verbali

Quando vengono a mancare i contatti fisici (strette di mano, baci e abbracci, pacche sulle spalle ecc.), in ambito famigliare e lavorativo, le parole acquistano – anche contro la nostra volontà – un peso molto maggiore del passato e spesso, a causa del nervosismo che cresce per colpa del distanziamento sociale imposto dal virus, le usiamo, anche senza volerlo, a danno di chi ci è vicino, creando problemi al suo benessere fisico ed emotivo.

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Sindrome dell’impostore: autoconfessione di un blogger

Impostore
Giù la maschera!

Ci sono dei momenti – questo è uno di quelli – in cui mi chiedo che cosa sto facendo con questo blog. In altri termini, magari per piccole esperienze negative o qualche strano retropensiero emergente, comincio a dubitare di me stesso, delle mie scelte, dei miei (pur piccoli) successi e della mia capacità (per quanto minima) di influenzare gli altri.

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