La proprietà: diritto di usarne e di abusarne

La libertà dei liberali è in realtà prima di tutto libertà di possedere. Non risiede nell’essere, ma nell’avere.

L’uomo viene detto libero nella misura in cui è proprietario e in primo luogo proprietario di se stesso.

Pierre Rosanvallon

L’idea che la proprietà di sé determini fondamentalmente la libertà sarà peraltro ripresa da Marx. Alain Laurent definisce la realizzazione di sé come una «insularità ontologica il cui fine primario risiede nella ricerca della propria felicità».

Per gli autori liberali, la «ricerca della felicità» si definisce come la libera possibilità di cercare sempre di massimizzare il proprio interesse. «Il liberalismo», scrive Pierre Rosanvallon, «fa in un certo senso della spersonalizzazione del mondo la condizione del progresso e della libertà».

(da: Alain de Benoist, Il liberalismo contro il bene comune)

Prof. Francesco Maiolo (Università-Roma3). Gerarchia e organizzazione. L’illusione del cittadino di diventare imprenditore di sé stesso

Abbiamo rivolto alcune domande sul tema “Gerarchia e organizzazione” a Francesco Maiolo, professore all’Università di Roma3, Dipartimento di Scienze Politiche. Qui di seguito le sue risposte.

Temi trattati: Difficilmente si rinuncerà al primato del profitto. La Governance si è incaricata di potenziare il profitto attraverso le cosiddette “riforme strutturali”: concentrazioni aziendali, delocalizzazione, finanziarizzazione, privatizzazione dei servizi pubblici, ecc. E prima di tutto, lo smantellamento del patto sociale. Al cittadino resta l’illusione di diventare imprenditore di sé stesso, senza acquisire maggiore autonomia e creatività ma accollandosi un crescente rischio sulle sue spalle e rinunciando a una fetta di diritti sociali. Fino alla normalizzazione e allo svuotamento della sua personalità.

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Prof. Francesco Maiolo (Università-Roma3). Gerarchia e organizzazione. La “repubblicanizzazione” dell’azienda

Adriano Olivetti

Abbiamo rivolto alcune domande sul tema “Gerarchia e organizzazione” a Francesco Maiolo, professore all’Università di Roma3, Dipartimento di Scienze Politiche. Qui di seguito le sue risposte.

Temi trattati: La gerarchia è una necessità “naturale” per far funzionare un’organizzazione aziendale, a prevalente scopo di profitto? E il profitto è un mezzo o un fine? Il principio gerarchico – magnificato da chi ne trae vantaggi e osteggiato da chi ne subisce le conseguenze – può anch’esso trasformarsi da mezzo a fine e la volontà di persuasione diventare volontà di potenza, perdendo così di vista il valore sociale e politico dell’azienda. In ogni caso, prima di parlare di “democratizzazione” di un’azienda, si dovrebbe parlare della sua “repubblicanizzazione”.

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I misteri della motivazione nel libro di Dan Ariely. L’effetto “Ikea” e l’immortalità simbolica

Guardando un qualsiasi filmato che mostra il viso di Dan Ariely, comprendiamo subito la forza d’animo e la determinazione di questa persona, che nonostante il gravissimo incidente di cui fu vittima quando era adolescente (il 70% del suo corpo era rimasto ustionato a causa di un incidente e trascorse quasi tre anni in ospedale sottoposto a dolorose terapie e interventi chirurgici) è diventato docente universitario, scrittore di successo e uno dei più importanti studiosi di motivazione. Il suo ultimo libro, edito da ROI edizioni, Macerata, intitolato “Perché, cerca di spiegare proprio la logica nascosta delle nostre motivazioni.

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