La teoria dell’”in-group”: favorire l’inclusione e il lavoro di gruppo

Le ricerche neurologiche confermano che i team composti da persone diverse tra loro per esperienza e formazione, se ben amalgamati, producono risultati maggiori di quanto non si possa ottenere con gruppi più omogenei.

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Come deve essere il leader per essere leader

  • Orientato al futuro e agile, non rivolto al passato e rigido
  • Attento alle proposte che arrivano dal basso e al loro potenziamento, non calato dall’alto e basato sul controllo
  • Orientato al miglioramento e allo sviluppo, non alla conformità e al giudizio
  • Centrato sull’uomo e motivante, non centrato sul processo e punitivo
  • Obiettivo ed equo, non soggettivo e prevenuto
  • Basato sul lavoro di gruppo e collaborativo, non individualistico e competitivo
  • Ben inserito nel contesto e improntato all’armonia, non autonomo e scollegato dal lavoro

I leader sanno collaborare tra loro?

Domanda intrigante perché, confessiamolo, i manager di un’impresa – che siano leader o meno è da vedere – in genere hanno poco piacere a collaborare tra loro. Eppure la leadership collaborativa, come sostiene Karen Morley, può davvero migliorare la qualità del lavoro all’interno di una azienda, se svolta in modo corretto, evitando disinteresse, contrasti, timore di invasioni di competenze, invidie ecc.

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Possedete le caratteristiche dei leader del futuro? Rispondete alle domande

  • Siete disposti a lasciare da parte competenze ed esperienze passate?

In un’epoca di grandi e rapidi cambiamenti, fissarsi su certi principi validi per il passato, potrebbe essere assolutamente controproducente.

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