Smart working: lavoro a distanza ed emergenza Covid-19

Con l’aumento sia delle persone infettate dal virus sia delle vittime, anche le aziende che erano inizialmente riluttanti, cominciano a promuovere il lavoro a distanza. E, difficilmente, quando la pandemia si concluderà, si tornerà indietro. Insomma, ci voleva il virus per accelerare questo processo, anche perché ormai sono molte le persone convinte che il lavoro a distanza è un sistema efficace per aumentare l’engagement dei collaboratori, per fidelizzare i migliori e, quindi, per incrementare la produttività aziendale.

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Alla ricerca del tempo perduto in azienda

Primo Levi

Qui, non c’entra Proust. O, forse, sì. Quello che proponiamo e che ci sembra adeguato in questi giorni in cui si respira aria di festa ma anche di riflessione – almeno per coloro ai quali resta un po’ di rispetto per le proprie masse neuronali – è un piccolo esame di coscienza da parte di chi lavora nell’ambito di certe organizzazioni in relazione al suo rapporto con il tempo.

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La motivazione interna si chiama anche ikigai

Ken Mogi

La motivazione è importante per tutti noi, non solo quando dobbiamo lavorare ma anche, e soprattutto, nella vita di ogni giorno, se vogliamo stare meglio; perché la motivazione, cioè avere uno scopo nella nostra esistenza, genera energia positiva che aiuta a raggiungere i nostri obiettivi, aumenta la creatività, la felicità e il nostro benessere mentale e fisico.

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Sei “algoritmogenico”? Verrai assunto

Sta avendo un grande successo negli Stati Uniti un nuovo strumento adatto a chi opera nelle HR e che dovrebbe rappresentare un aiuto per chi svolge attività di selezione del personale. L’idea è nata da una start-up, HireVue, che qualche anno fa ha realizzato un sofisticato algoritmo che utilizza le riprese effettuate da fotocamere di computer o di cellulari sulle quali i candidati presentano se stessi e la loro esperienza per poter essere assunti.

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Salario minimo o salario massimo?

Dan Price, fondatore e CEO di Gravity Payments

Ricorderete che quattro anni fa fece scalpore la notizia che l’amministratore delegato di Gravity Payments, Dan Price, aveva deciso di compiere una grande rivoluzione nella struttura retributiva della azienda da lui diretta, aumentando i salari annui dei suoi dipendenti a 70.000 dollari e contemporaneamente riducendo (90 % in meno) il proprio stipendio che superava il milione di dollari. (Ricordiamo che la media dei salari in azienda era attorno ai 50.000 dollari l’anno).

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Meglio le conoscenze-competenze o le conoscenze-verbali (proposizionali)?

Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre

Seconda parte dell’intervista al Prof. Giangiuseppe Pili. Ci chiediamo se sia meglio l’allenamento di abilità (skills) o l’insegnamento (educazione) di tematiche, quando è impellente l’esigenza di adattarsi al continuo cambiamento della realtà. Qual è la natura ultima dei valori sociali che, poi, determinano la natura stessa del mercato del lavoro?

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Il lavoro e i diversi tipi di conoscenza

Se è vero che il saper fare (know-how) ha un valore incontrovertibile perché lo si può dimostrare facendo quello che sappiamo fare, la conoscenza proposizionale (che si pone la domanda: è vero o falso che…?) ci consente di elaborare risposte nuove o immaginare scenari futuri.

Riportiamo la prima parte di un’intervista al prof. Giangiuseppe Pili e le sue stimolanti risposte.

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Troppo lavoro: la passione ti esaurisce

Jennifer Moss

Cominciamo a sfatare qualche mito anche a costo di andare controcorrente. Abbiamo sentito spesso questa affermazione: “Se fai ciò che ami non lavorerai mai un giorno nella vita!”. Sono quelle frasi ad effetto che gli idealisti o gli ingenui condividono con entusiasmo ma che sono una totale invenzione, secondo Jennifer Moss.

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Se la solidarietà viene meno è anche colpa delle imprese?

Pierre Rosanvallon

In passato, il meccanismo produttivo classico favoriva la creazione di aggregazione tra i lavoratori. Prendiamo ad esempio la catena di montaggio dove individui diversi erano obbligati a compiere le stesse azioni. All’impresa non interessava l’individuo in sé ma la sua forza lavoro che doveva essere impiegata secondo regole e ritmi ben stabiliti.

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Lavoro e vita: esisterà ancora una vita “privata” o dobbiamo dimenticarcela?

Il problema su cui ci vogliamo soffermare è il rapporto lavoro/vita. Come abbiamo visto, la società digitale rende possibile il controllo capillare sui lavoratori anche da remoto. Il lavoro diventa in questo modo ubiquo senza tempo e senza luogo. Un lavoro alla fine astratto dalla realtà.

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