I tre principi della motivazione. E non c’è il denaro!

Riportiamo un articolo apparso su “DM&C”, la rivista diretta da Ugo Canonici, che si sofferma ancora sul tema delicato della motivazione dei collaboratori in azienda.

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Il talento nasce da un expert brain

Chi opera nelle HR deve tenere conto del contributo che possono fornire le neuroscienze nella individuazione delle capacità e dei talenti delle persone che lavorano in ambito digitale.

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Esiste una calamita per attirare i talenti e mantenerli?

Mark Miller ha scritto, insieme a Randy Gravitt, un libro che si intitola “Talent Magnet” che prende le mosse da oltre 7.000 interviste fatte sia a chi sta cercando dei talenti sia a chi, essendo un talento, cerca un posto di lavoro adeguato. Ne esce fuori una ricerca interessante e utile dalla quale si possono trarre alcuni insegnamenti importanti, il primo dei quali può sembrare un po’ imprevedibile. Ma non lo è affatto.

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Motivate, gente, motivate!

Siamo in una società in continuo cambiamento. Il leader deve essere pronto a far fronte a problemi che richiedono soluzioni sempre nuove e a sapersi rapportare con collaboratori che mostrano caratteristiche molto diverse tra loro, anche a causa del gap generazionale mai così forte come in questi anni, con bisogni e aspettative non sempre coerenti con gli obiettivi e le attese dell’organizzazione.

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Motivare i collaboratori nei periodi di crisi? Non è inutile, ma è indispensabile

MotivazioneNei momenti di crisi economica bisogna porre ancora più attenzione al morale dei collaboratori delle proprie aziende. E per morale intendo naturalmente il livello di motivazione delle persone. Cioè, la capacità di affrontare con ottimismo, slancio, creatività il proprio lavoro, non limitandosi a considerarlo una semplice fonte di guadagno ma anche un mezzo per crescere e autorealizzarsi sul piano personale e professionale.

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Europei di calcio. Tecnica e tattica: il leader e la squadra. E i rigori?

ItaliaIn questi giorni in cui stiamo seguendo le vicende del Campionato europeo di calcio, anche i neofiti capiscono che le nazionali che giocano bene e ottengono risultati positivi sono quelle che, anche se prive di campioni, sanno fare squadra, sono unite e hanno forti motivazioni.

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