Come deve essere il leader per essere leader

  • Orientato al futuro e agile, non rivolto al passato e rigido
  • Attento alle proposte che arrivano dal basso e al loro potenziamento, non calato dall’alto e basato sul controllo
  • Orientato al miglioramento e allo sviluppo, non alla conformità e al giudizio
  • Centrato sull’uomo e motivante, non centrato sul processo e punitivo
  • Obiettivo ed equo, non soggettivo e prevenuto
  • Basato sul lavoro di gruppo e collaborativo, non individualistico e competitivo
  • Ben inserito nel contesto e improntato all’armonia, non autonomo e scollegato dal lavoro
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Susan Fowler, la vera motivazione è un’altra cosa

Susan Fowler

La motivazione è un’energia positiva che aumenta la spinta a raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti come traguardo da raggiungere, insieme alla creatività, alla produttività, alle prestazioni e al benessere mentale e fisico.

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I misteri della motivazione nel libro di Dan Ariely. L’effetto “Ikea” e l’immortalità simbolica

Guardando un qualsiasi filmato che mostra il viso di Dan Ariely, comprendiamo subito la forza d’animo e la determinazione di questa persona, che nonostante il gravissimo incidente di cui fu vittima quando era adolescente (il 70% del suo corpo era rimasto ustionato a causa di un incidente e trascorse quasi tre anni in ospedale sottoposto a dolorose terapie e interventi chirurgici) è diventato docente universitario, scrittore di successo e uno dei più importanti studiosi di motivazione. Il suo ultimo libro, edito da ROI edizioni, Macerata, intitolato “Perché, cerca di spiegare proprio la logica nascosta delle nostre motivazioni.

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Esiste una calamita per attirare i talenti e mantenerli?

Mark Miller ha scritto, insieme a Randy Gravitt, un libro che si intitola “Talent Magnet” che prende le mosse da oltre 7.000 interviste fatte sia a chi sta cercando dei talenti sia a chi, essendo un talento, cerca un posto di lavoro adeguato. Ne esce fuori una ricerca interessante e utile dalla quale si possono trarre alcuni insegnamenti importanti, il primo dei quali può sembrare un po’ imprevedibile. Ma non lo è affatto.

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Motivate, gente, motivate!

Siamo in una società in continuo cambiamento. Il leader deve essere pronto a far fronte a problemi che richiedono soluzioni sempre nuove e a sapersi rapportare con collaboratori che mostrano caratteristiche molto diverse tra loro, anche a causa del gap generazionale mai così forte come in questi anni, con bisogni e aspettative non sempre coerenti con gli obiettivi e le attese dell’organizzazione.

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