L’invidia più dolorosa: l’aporofobia

Secondo il padre gesuita Giovanni Cucciil crescente individualismo rappresenta oggi la minaccia più grave alla qualità della vita proprio perché, erodendo il capitale sociale, genera sfiducia, spinge le persone a ripiegarsi su di sé, accrescendo il senso di malessere e di solitudine” e “accentuando abitudini di­struttive”. Tra queste cresce sempre di più l’invidia che però va assumendo forme diverse, come vedremo.

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Soffri di stanchezza “decisionale”? Ecco come evitarla

La nostra energia mentale è limitata. Se la nostra mente è un muscolo (si veda la teoria dello psicologo Roy Baumeister) dobbiamo essere consci di avere un serbatoio limitato di energia mentale, che, durante la giornata di lavoro, continuando ad usarla, si esaurisce.

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La teoria dell’”in-group”: favorire l’inclusione e il lavoro di gruppo

Le ricerche neurologiche confermano che i team composti da persone diverse tra loro per esperienza e formazione, se ben amalgamati, producono risultati maggiori di quanto non si possa ottenere con gruppi più omogenei.

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Robert Lustig: piacere e felicità non sono la stessa cosa

Robert Lustig, pediatra e professore presso l’Institute for Health Policy Studies della California a San Francisco, autore del libro “The Hacking of the American Mind”, non ha dubbi: nonostante quello che ci dicono televisione e mass media, il piacere e la felicità non sono la stessa cosa.

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L’onestà si trova in una precisa area del cervello. Basta stimolarla…

Che aiuto possono dare le neuroscienze nello svolgere un’indagine sull’elemento soggettivo del reato economico? In altri termini, più terra terra, è possibile accertare se un leader si sta comportando in buona fede oppure no? E’ possibile verificare la premeditazione di un comportamento scorretto e illegale?

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